Badlapur

Voto dell'autore: 4/5
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In questi ultimi anni il cinema indiano ha iniziato ad affilare gli artigli e a farsi più aggressivo. Questa attitudine in breve ha portato alla realizzazione di alcuni dei più interessanti noir e thriller dell’anno.
Certo, ha mutato lievemente pelle ma in maniera abbastanza indolore; restano le lunghe durate che però ad osservare bene sono esponenzialmente inferiori a qualsiasi blockbuster americano. Hanno iniziato ad aggiungere dosi più visibili di violenza e ammiccamenti al sesso sempre più presenti, la musica è rimasta elemento preponderante ma la rappresentazione della danza spesso si è fatta più discreta. Il tutto affiancato ai budget robusti e ad una competitività tecnica e visiva assolutamente maestosa sta producendo film degni dei titoli medio alti del corrispettivo coreano, ad esempio. Basti citare Wazir o questo Badlapur.
Badlapur avanza con tempi dilatati ma sempre tesi, con uno sviluppo articolato che non fa mai presagire i successivi sviluppi.

Una donna e sua figlia vanno a fare spesa, ma mentre tornano a casa, la loro auto viene occupata da due rapinatori e loro prese in ostaggio. Durante la fuga, il bambino scivola fuori dall’abitacolo e finisce investito dalle auto in corsa e la donna viene abbattuta a colpi di pistola. Uno dei due malviventi (Nawazuddin Siddiqui) si fa catturare mentre l’altro riesce a fuggire e a farsi una vita grazie all’incasso della rapina, vivendo in attesa di dare la dovuta parte del bottino al complice dopo venti anni di prigionia.
Ma il giovane marito delle vittime (Varun Dhawan) è deciso a vendicarsi nel peggiore dei modi.

Vale davvero arrivare alla fine del film per ricevere l’ennesimo, ma ben più potente, pugno in faccia che regala una sequenza di violenza emotiva e visiva decisamente sopra la media. E gli altri doppi finali regalano comunque una chiusa nera e cinica propria del grande cinema e che si allontana da tanta retorica conciliante.
Tutti gli attori sono in ruolo e convincenti con i loro visi scolpiti da caratteristi europei, con nota di merito alla bella Radhika Apte che regala la sequenza più tesa e sconvolgente del film.

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