Battlefield Baseball

Voto dell'autore: 2/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,40/5: 10 voti]

Battlefield BaseballCi sarebbe da chiedersi perché mai in Giappone si ostinino, ormai da diversi anni e con invidiabile costanza, a produrre film che sembrano sfidare la soglia ultima dell’assurdo, settare un nuovo livello dell’azione randomica che si fa cinema, lambire pericolosamente il limite tra farsa ed idiozia. Ci si intenda: il cinema popolare del Sol Levante ha da sempre nel suo DNA l’abbattimento di qualsivoglia limite o steccato di genere e lo stare lontano dal precostituito, dal già pensato e raccontato, è stata spesso una risorsa ed una forza, a cui guardare con interesse e con la sicurezza di veder appagati il puro piacere della visione ed il naturale desiderio all’intrattenimento.
Il problema semmai sta altrove e risiede nella diffusa tendenza contemporanea a dover creare qualcosa che sia strano e folle a tutti i costi, che sia necessariamente oltre i limiti, a prescindere da quale siano i limiti, guidati dall’ossessione di creare un brand, una saga o anche solo un singolo film che racconti, descriva o più semplicemente accenni, qualcosa di mai visto. Poco importa se questo faccia deragliare verso un cinema insalvabile e gratuito, pensato per essere una mera raccolta di gag surreali, spesso scollegate e mal gestite, un cinema soltanto più estremo ed irriverente di certo cinema comico americano ma come quest’ultimo sintetizzabile nell’efficace definizione coniata dal sempre lucido John Carpenter: “…questi sono film in cui il pubblico ride sì, ma ride del film e non per il film…”.
Risulta assai arduo relazionarsi con serietà a Battlefield Baseball di Yudai Yamaguchi, segnalatosi in passato per la sceneggiatura di Versus. Ci perdonino i puristi della lingua ma il film in questione non può che essere definito come “una scemenza”. Impossibile trovare definizione più appropriata senza rischiare di incorrere in interpretazioni laterali, capaci magari di trovare un accezione positiva all’uso di aggettivi che di volta in volta, in base a come letti, possono ora avere valore positivo ora valore negativo. No. Battlefield Baseball è un film brutto e risibile, i cui unici pregi sono il non prendersi troppo su serio (ma del resto come potrebbe??) ed un finale che in qualche modo contribuisce a rafforzare il concetto precedente.
Yamaguchi decide di sfruttare il filone sportivo molto in voga nell’ultima decade e sceglie uno degli sport più popolari in Giappone: il baseball. Piano con gli entusiasmi però perché qui di Baseball giocato non vi è praticamente nulla, d’altra parte si tratta pur sempre di una produzione anticipatrice delle produzioni Sushi Typhoon, inevitabile quindi che il tutto si risolva in un frullato di generi. Il titolo non tradisce le attese, di battaglia si tratta ed il campo da gioco diviene presto terreno di scontro fisico e combattimenti all’ultimo sangue. Del resto non potrebbe essere altrimenti considerando le vicende narrate.

Jubeh è un asso del baseball grazie alle sue eccezionali doti atletiche ed il suo stile di gioco “aggressivo”, trasferitosi in una nuova scuola diviene la star della squadra di baseball che lotta per raggiungere le finali del torneo studentesco, gli avversari però sono temibilissimi, in particolare il liceo Gedo i cui componenti sono dei veri e propri mostri. La squadra di Jubeh però non è da meno essendo composta da morti resuscitati e trasformati in cyborg. Il film sta più o meno tutto qui e si risolve in una sequela di azioni sportive che diventano truculente uccisioni, palle da baseball usate come pallottole e mazze come armi definitive di distruzione, all’insegna dello splatter più becero e ripetitivo. Inutile stare a cercare un senso estetico, una idea di regia, un ritmo nel montaggio. Battlefield Baseball è cinema masticato e rimasticato, sputato sul campo da gioco e lasciato essiccare al sole cocente.

CONDIVIDI: