Be a Man! Samurai School

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,00/5: 2 voti]

Be a Man! Samurai SchoolSakigake!! Otokojuku, originariamente manga di Miyashita Akira  pubblicato a fine anni ’80 e recentemente distribuito anche in Italia, è stato successivamente trasposto in serie animata, audio drama, videogioco e finalmente in film dal vivo.
Be a Man! Samurai School va inoltre citato come l’esordio alla regia di Sakaguchi Tak, ovvero il coreografo marziale e protagonista del Versus di Kitamura Ryuhei. Viste le premesse, un brivido gelido lungo la schiena poteva legittimamente scorrere, prevedendo una deriva del cinema già di deriva di Kitamura. Invece l’allievo supera probabilmente il “maestro”, in un film magari meno personale (per quanto la personalità del regista di Versus sia del tutto flaccida), ma sicuramente dotato di un ritmo più pulito e di una resa finale assolutamente riuscita.
Sorta di parodia del nazionalismo giapponese ed ennesimo racconto di “school on fire”, narra di un pugno di studenti del primo anno che si iscrivono ad una scuola brutale in cui si forgiano i nuovi (super)uomini del futuro del paese. Tra scontri, cameratismo e violenza, giungerà un ex allievo cacciato dalla scuola, per conquistarla, in un furore di vendetta. Per decidere le sorti dell’edificio sarà quindi celebrato un rituale e cruento torneo marziale in cui sei guerrieri si battono fino alla morte. Il sangue si alterna alla commedia in un melange senz’altro riuscito, sortendo un risultato simile, fatti i debiti paragoni, al quasi coetaneo Crows 0 di Miike Takashi, anch’esso proveniente da una fonte cartacea; certo, il film di Miike è sicuramente più rigoroso e maturo ma Be a Man! Samurai School è innegabilmente più divertente, disimpegnato e dotato di un ritmo più vivace.
Alternamente fedele al  manga, il film si chiude con uno scontro tra i due stessi antagonisti del già citato Versus. Purtroppo, come spesso accade, il film si sfilaccia proprio durante questa “tranche” finale, che tende fortemente ad allungare il brodino, perdendo di mordente. Un quarto d’ora in meno in questa zona narrativa e il film ne avrebbe guadagnato alcuni punti in più. Tutto sommato un film di puro genere, piacevole e di onestissimo intrattenimento.

CONDIVIDI: