Black Coal, Thin Ice

Voto dell'autore: 5/5
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Il meritato Orso d’Oro a Berlino 2014 possiede due pregi principali ed evidenti; il primo particolarmente esotico ovvero una straordinaria scelta delle location, comune ad altri film d’autore cinesi contemporanei da People Mountain People Sea a Il Tocco del Peccato. Certo, la Cina è un enorme set a cielo aperto, i registi sembrano aver capito come coglierne le esigenze immaginifiche più intime e la parziale chiusura all’occidente e dell’occidente fa si che ogni quadro sia un nuovo splendore per l’occhio affamato di novità e bellezza di uno spettatore cinefilo esigente.

Dall’altra il film ha una immensa capacità di fare quello che il cinema di ogni ordine e grado dovrebbe saper fare ovvero “narrare”. Sembra quasi un miracolo tornare ad un cinema narrativamente lineare ma con la felicissima naturalezza e capacità di avanzare per sussurri e indizi eleganti, con progressione di classe, mai con svolte frettolose, “spiegoni”, rivelazioni forzate, sempre con elementi comunicativi diretti ma raffinati. Scelta e capacità ormai rara che ha spaesato più di uno spettatore ormai abituato ad un cinema (e a serie TV) che nulla lasciano all’interpretazione e all’attivazione dell’utente.

La regia si muove classica ed elegante nel raccontare personaggi mostrati con una recitazione intima e a sottrarre particolarmente tesa per la “femme fatale” interpretata con minuzioso trasporto dalla talentuosa Kwai Lun-Mei (All About Women, Flying Swords of Dragon Gate).

Zhang Zili è un poliziotto in crisi, abbandonato dalla moglie e vittima dell’alcolismo costretto ad indagare sul mistero di cadaveri smembrati i cui pezzi sono stati sparpagliati per mezza Cina. L’avvicinarsi alla risoluzione del caso e -emotivamente- alla probabile accusata di colpevolezza è per lui una sorta di redenzione, costretta ad esaurirsi a caso chiuso. Sono tutti gli elementi del classico noir buio e fumoso americano trasportati in luminose location rurali annegate nella neve (e nel ghiaccio). La Cina in questo caso ha preso il meglio del cinema statunitense creandone una versione tarocca di qualità pari all’originale impregnandola di una prepotente personalità e unicità. Ennesima dimostrazione di come il cinema cinese quando si allontana dai blockbusters ipereffettati può regalare enorme cinema in grado di rendere ancora grande la settima arte.

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