Black Magic, Part II

Voto dell'autore: 3/5
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Un anno dopo Black Magic ecco giungerne il sequel. L’irruenza del primo capitolo si è rivelato come l’ennesimo ariete della Shaw Brothers per forzare un genere. L’approccio iniziale tende allo spaesamento percettivo; per alcuni lunghi minuti si è incapaci di capire se quello prodotto sia un sequel vincolato al precedente arco narrativo o se si tratti di un nuovo film tout court. Infatti il 90% del cast proviene dal precedente Black Magic (escluso Ku Feng), ma gli attori e relativi ruoli sono stati del tutto invertiti. Ad esempio l’uomo interpretato da Ti Lung è ora sposato felicemente con la spietata rivale del precedente film, mentre il ruolo del villain è ottimamente adottato da Lo Lieh, che non raggiunge i livelli di perfidia e spessore del negromante interpretato da Ku Feng ma ne dona una piacevole sfumatura alternativa. Rispetto al primo capitolo vengono ovviamente potenziati tutti i fattori di successo; il sesso, la violenza, le magie, aggiungendo alla mistura più azione, arti marziali (coreografate mediamente da Yuen Cheung Yan) e degli “zombie” anomali, senza arrivare ai livelli di intensità del pioniere. Purtroppo la struttura del precedente film, quel suo essere horror basato sulla magia nera sempre a sfondo pretestuoso e mondano, qui perde di tenacia e l’elemento più interessante si rivela essere la separazione tra magia nera e medicina ufficiale. Certo che come nel primo capitolo si presentano alcune sequenze illuminanti (là era la morta che apriva gli occhi o i fantasmi saltellanti al ralenti, qua è la cripta affollata di zombie incappucciati) e come horror negromante funziona senz’altro. Ma la minestra è a tratti riscaldata.

Un gruppo di ragazze nude cerca refrigerio da un sole cocente facendo il bagno in un fiume; un coccodrillo ne divora una. L’avvento di un mago produrrà la cattura dell’animale che una volta squartato permetterà di recuperare un monile appartenuto alla fanciulla divorata. E’ così subito presentato il mago bianco che solo a 3/4 della metrica del film giungerà per sconfiggere il negromante nero. Ma a differenza del primo capitolo il mago bianco perirà lasciando parte dei propri poteri ad un rinomato medico che -non credendo nella magia- ha spinto nei guai i suoi migliori amici, colpiti da un incantesimo di morte. Lo scontro finale sarà tra lui, il villain di turno e una ciurma di zombie particolarmente dinamici. Un degno sequel che non raggiunge la potenza inventiva del primo capitolo. Preso dall’entusiasmo, lo stesso anno il regista dirigerà il delirante Oily Maniac, mentre Lo Lieh, evidentemente colpito dall’esperienza, sette anni dopo passerà alla regia dell'”affine” The Black Magic with Buddha.

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