Blissfully Yours

Voto dell'autore: 4/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [5,00/5: 2 voti]

Blissfully YoursDue coppie, una più giovane e una più anziana, si addentrano nella foresta per ritagliarsi qualche momento di intimità. La stretta vicinanza con l’ambiente naturale sarà per loro un’occasione unica per guardare dentro sè stessi e alleviare malattie fisiche e mentali.

Apichatpong Weerasethakul e la giungla-foresta thailandese, vista come organismo vivente, luogo di rinnovamento e sorgente di vita: Sud Sanaeha non è l’ultimo capitolo di questo strano ed affascinante rapporto (vedi anche Tropical Malady, o il mediometraggio Wordly Desires) ma ad oggi è forse il più riuscito (e forse il più riuscito tra tutti i suoi film). Giocando ancora sulla convergenza ambigua tra fiction e documentario, ma in maniera meno forzata rispetto a Mysterious Object at Noon, e accentuando le scene contemplative (giocate tutte pescando dall’immensa tavolozza cromatica e sonora dell’ambiente naturale circostante: alberi, foglie, riflessi solari, movimenti d’acqua, rumori di uccelli), Weerasethakul riesce a creare un’atmosfera cinematica a dir poco straordinaria, che non punta affatto al realismo narrativo ma bensì a trasportare lo spettatore in un tempo e in uno spazio ultra-dilatato, che finisce giocoforza per coincidere con il paesaggio interiore ed esteriore in cui si muovono i personaggi del film. Merito, come già detto, di “locations” che hanno consentito (a prezzo di qualche difficoltà logistica in fase di ripresa) di ottenere immagini meravigliosamente cinematografiche e “sonore” di un ambiente naturale che ha davvero pochi eguali al mondo (a memoria di scrivente, soltanto il regista bavarese Werner Herzog ha ottenuto un risultato simile confrontandosi con quella che -con parole sue- definirebbe “l’oscenità” della foresta). Sarebbe invero molto interessante confrontare i modi di rappresentazione di questo particolare ambiente naturale in cinematografie diversissime come quella, appunto, di un Herzog, oppure di un Boorman (che preferì invece ambientarvi un Tranquillo Weekend di Paura), di un Hill (Southern Comfort) o ancora di un Ray (Satyajit, Giorni e Notti nella Foresta) rispetto al nostro thailandese qui in esame (ma anche, saremo blasfemi, con il Gibson di Apocalypto). Posizioni e concezioni talora opposte che aiutano però a capire la complessità di una simile scelta, e che spingono a dire: è solo un grande autore colui che riesce a confrontarsi con un simile “mostro” e a uscirne vivo, vegeto, e rinnovato nello spirito. Vanno decisamente oltre il concetto di bello o di brutto anche le scene più esplicitamente erotiche del film (eh sì, perchè nonostante l’aplomb spirituale e meditativo del film, che fa molto “oriente”, Blissfully Yours è soprattutto un film erotico): languide, umidicce e terribilmente calde, una paio decisamente a rischio censura (cercate la versione integrale, che supera le due ore), e degne di entrare a pieno titolo in un’ideale galleria del cinema erotico mondiale. Allo spettatore si richiede appena un surplus di disponibilità (o di abbandono) verso un film che vive meno sulla narrazione (che prosegue silenziosissima, quasi assente, per continui sottili svelamenti) che sulla potenza, banalmente-grandiosa o grandiosamente-banale (fate voi), delle proprie immagini. Siete avvertiti: su IMDB un utente ha definito questo film “very boring”. Ma il premio della sezione “Un Certain Regard” ottenuto al festival di Cannes a nostro parere è più che meritato. Prometteteci/vi di dargli almeno un’occhiata: se non altro per vivere la sublime esperienza degli ultimi quindici minuti di film, la fine della spirale, vero e proprio annegamento del film “nel” film.

CONDIVIDI: