Bloody Muscle Body Builder in Hell

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Ci appaiono diverse discrasie nell’epica produttiva del film ma ci atterremo alle dichiarazioni ufficiali; girato nel 1995 in super8 (?), montato nel 2005, terminato nel 2009 con una timida edizione nel 2012, un’uscita più “ufficiale” in patria nel 2014 e una distribuzione “internazionale” inglese nel 2017. Titolo senza dubbio evocativo, Bloody Muscle Body Builder in Hell, per quello che è stato promosso come l’Evil Dead (La Casa) giapponese.

Quello che appare è che più che essere una versione del classico dell’horror di Sam Raimi, il film ne è un esplicito omaggio che più volte sfiora il plagio; nella storia, nella regia, nelle invenzioni, perfino nelle musiche e nelle battute degli attori, senza però mai raggiungerne ovviamente i livelli di inventiva e resa qualitativa e immaginifica.

La differenza sostanziale è che anziché essere ambientato in un “cabin in the woods”, Bloody Muscle Body Builder in Hell si svolge all’interno di una casetta in un affollato quartiere urbano e che l’Ash della situazione è un placido body builder costretto ad usare come arma, per abbattere uno spirito rancoroso, i vari componenti dei bilancieri e manubri che utilizza per l’allenamento.

Inizia lentamente e con una certa avarizia nel mostrare, salvo poi mutare in una furia gore fatta di corpi mutilati, parti anatomiche che si fondono alla rinfusa, liquami di creature mutanti “gommose”.

L’ironia si affianca ad un budget assolutamente sotto controllo e sotto ambizioni ma che non impedisce al regista di mettere insieme astutamente un florilegio di invenzioni ed effettacci tutto sommato suggestivi, meno inquietanti di quelli del collega statunitense ma coinvolgenti nella loro follia che alterna cremisi e croma blu.

Il film dura appena un’ora e in parte si potrebbe avvicinare a certo v-cinema del periodo (periodo non dell’edizione odierna, ovviamente, ma di produzione) anche se sia come resa visiva che come progetto produttivo se ne distacca sensibilmente.

Un oggetto quindi per completisti, per appassionati di esperienze laterali del cinema, per i fans dell’horror e di Raimi che ne enumereranno, una ad una, le infinite citazioni e per la bizzarra epopea produttiva che lo sottende.

 

Nota curiosa: per una recente edizione limitata tedesca, la cover del DVD è stata disegnata dal noto illustratore Shintaro Kago.

CONDIVIDI: