Boy from Hell

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Boy from Hell-L’amore per la mamma dà solo buoni frutti-

Si può forse riassumere così Boy from Hell, primo capitolo di sei, di una serie di episodi ispirati all’opera grafica del maestro del manga horror Hideshi Hino. Famosissimo in Giappone (in Italia è stato pubblicato nel 1992 il suo Visione d’Inferno, edito dalla Telemaco), artista maledetto e apocalittico è stato anche il responsabile della regia di alcuni episodi della discussa serie estrema Guinea Pig. Diversamente da questa però il “teatrino degli orrori” di Hideshi Hino possiede un’estetica decisamente più fedele al suo particolare stile grafico, grazie a compositing forzati e vistosi, inserti dipinti, effetti artificiosi, interazione tra grafica e reale, oltre alla sorprendente adesione tra i suoi personaggi cartacei e quelli in carne ed ossa; basti solo guardare il bambino zombie di questo episodio per notare come gli siano stati applicati i classici globi oculari tondi e sporgenti, vero marchio di fabbrica del disegnatore. Le serie horror ormai sono all’ordine del giorno in Giappone e questa si fa valere a fianco di altre spesso tratte dai racconti di altrettanti artisti dell’illustrazione come Umezu o Junji Ito. Questo Hideshi Hino’s Theater of Horror (Hino Hideshi no za horâ: kaiki gekijô) possiede un intro bizzarro, fusione di elementi grafici classici dell’autore e partiture live, basi sonore di evidente ispirazione gobliniana e voce off del maestro che spaventa lo spettatore con uno stile introduttivo a metà tra l’Hitchcock e il nostro Argento nazionale. La regia di Mari Asato è semplice ma efficace mentre aleggia sul tutto la supervisione di Hiroshi Takahashi, papà di scrittura di tanti Ring, giapponesi e statunitensi.
La storia: E’ una giornata felice mentre l’auto sfreccia tra il verde. La mamma (la bella e lasciva Mirai Yamamoto) ricca e nota chirurga adora suo figlio Daio che ha appena avuto il massimo dei voti e si gode la brezza tenendo il capo fuori dal finestrino. Anche il maggiordomo guidando è felice di questo stato ideale. Ma sopraggiunge un camion, il berretto del ragazzo vola via, una manovra azzardata e l’autista perde il controllo. La donna riacquista i sensi e vede sullo specchietto retrovisore suo figlio senza testa che cammina in strada e poi stramazza al suolo. Seppellito il corpo si fa avanti una megera che racconta alla donna che sgozzando un bambino della stessa età con una zanna speciale di cui lei è in possesso il bambino può tornare in vita. La madre impazzita commette il delitto, ma la creatura che emerge dalla tomba non è propriamente suo figlio. La donna adotta così una specie di creatura zombie, simile all’italico Scrondo (Mitsuru Akaboshi) degli anni ’80, violento e antropofago (in una mitica sequenza lo vediamo azzannare uomini, donne, animali e tentare di mordere sé stesso addosso ad uno specchio stradale). La madre gli procura infine ciurme di bambini da utilizzare come snack, gli opera ingiustificati trapianti di cervello sempre supportata dalla complicità del maggiordomo, mentre un poliziotto (il famosissimo Kanji Tsuda con protesi al naso e starnuto deflagrante) inizia a sospettarla dei decessi continui in giro per la città. Ovvia la tragedia finale non prima di un susseguirsi di sequenze visionarie e apocalittiche: la madre porta il figlio su sedia a rotelle a passeggiare ai giardini lo spinge a dare da mangiare a dei piccioni assolutamente immobili e infine lo guarda mentre i piccioni stessi si mettono in posa sul capo fasciato della creatura. Poi veri e propri deliri da Jigoku di Nakagawa dove un ciclopico bambino mostro sminuzza tra le fiamme dell’inferno stuoli di corpi nudi. Nonostante la partitura narrativa sia spesso improbabile il breve film coinvolge grazie alle sue impennate di violenza non solo grafica ma anche morale, costruendo un prodotto fresco e originale nella sua ostentata tendenza fumettistica dove set reali si sovrappongono ad altri dipinti in maniera stilizzata. Insomma una piacevole visione disimpegnata e originale, un film medio ben prodotto, ennesimo esempio di vitalità di un genere che molti vorrebbero dare per morto e sepolto.

Bonus: Nell’ordine gadget, manga e statuetta del protagonista

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