Brotherhood of Blades II: The Infernal Battlefield

Voto dell'autore: 4/5
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Il dittico (ad oggi) di Brotherhood of Blades è il perfetto esempio di quello che, per chi scrive, dovrebbe essere il cinema medio e base. Popolare e commerciale ma non stupido né che tratta lo spettatore da stupido, spettacolare ma sobrio, di polso e rigoroso, moderno ma tradizionale.

E così è anche il secondo capitolo, un ottimo film molto umile e discreto che non si erge e non si impone su nulla ma che fa il suo lavoro alla perfezione. E’ un wuxia, ma più scritto del solito, pieno di misteri e intrighi da disvelare e in cui l’apparato narrativo vale quanto quello spettacolare. E già questa è una rarità.

Sfrutta il digitale ma senza il gigantismo e l’arroganza ostentata del blockbuster cinese. I totali delle città sembrano delle delicate pitture più che dei monumenti al cinema ricco dei corrispettivi locali.

E’ percorso da grandi duelli ma senza eroi invincibili, e con un wirework che pur quando eccessivo non tradisce mai una vaga parvenza di verosomiglianza. I personaggi muoiono trafitti, in fiumi di sangue, ridotti a puntaspilli.

Insomma, sembra un film uscito da fuori dal tempo. Non un blockbuster alla moda attuale, né un film d’autore alla Xu Haofeng, né un colossal d’azione ricercata. Brotherhood of Blades è la perfetta fusione tra i wuxia di Chang Cheh e quelli del Tsui Hark a cavallo di The Blade. Senza quei furori avanguardistici per ciò che concerne la messa in scena, certo, ma con diversi spunti e slanci creativi.

Attenzione certosina ai costumi e alle armi, regia classica in cui si iniettano grandi invenzioni, coreografie fisiche e originali, violenza palpabile. Insomma, un cinema ormai raro e quasi inusuale. A questo aggiungiamo un grande cast su cui svetta Chang Chen che è stata la figura che ha permesso con la sua presenza il reale finanziamento dell’opera.

Tratto da una sceneggiatura originale e girato con un budget mediamente basso per un film del genere questo dittico rappresenta un cinema che vorremmo ben più presente e che auspichiamo venga prodotto in maggior numero, rappresentando una strada vincente (premiata al box office) per la realizzazione di prodotti ad alta spettacolarità e intrattenimento in parallelo a intelligenza e qualità.

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