Brotherhood of Blades

Voto dell'autore: 4/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,50/5: 2 voti]

Uscito in sordina senza una grossa operazione di marketing dietro, Brotherhood of Blades è un wuxia del tutto inaspettato. Si tratta infatti di uno dei film del genere più anomali, contestualizzati al presente, che sembra uscire direttamente dai gloriosi tempi degli Shaw Brothers. Chang Cheh, Blood Brothers, i chanbara giapponesi che creavano ispirazione ad Hong Kong; questo è Brotherhood of Blades, una storia di onore e amicizia virile tra tre amici sprofondata in un vorticoso e incredibile gioco di intrighi e tradimenti che non lascia tregua dall’inizio alla fine. Un film più scritto del solito, solido e con poca spettacolarità nonostante sussegua numerose sequenze di spada, anche se il più delle volte il tutto è strutturato con una regia classica e un ritmo controllato abbastanza inedito. Forse è per questo che il film ha avuto un’uscita in sordina e un successo limitato, proprio perché si palesa come totalmente antitetico al blockbuster spettacolare ma spesso vuoto che viene attualmente prodotto in Cina (e non solo). Non d’autore ma in sicura controtendenza, quindi quasi un miracolo. Scritto da anni, ha preso il via solo quando la star Chang Chen ha espresso la propria disponibilità per il ruolo del protagonista. Vanta coreografie pulite al servizio della narrazione e degli ottimi costumi che giustamente hanno meritato un premio ai 51st Golden Horse Awards.
Un film che quindi piacerà sicuramente a tutti i fans di certo cinema del passato addirittura precedente all’introduzione e abuso del wirework, quando i guerrieri morivano trafitti da infinite lame in un lago cremisi per onorare i doveri verso il compagno di sangue. Fans degli Shaw Brothers avvertiti.

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