Bugs

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E dal nulla, lentamente, dall’assenza dei generi, dal controllo di ogni forma di perturbante, la Cina descritta “della grande censura” è divenuta numericamente una delle maggiori produttrici di horror mondiali.

In un decennio ne sono usciti un numero enorme e indefinito, il più delle volte con risultati qualitativi discutibili. Questione di tempo affinché giungesse anche un horror catastrofico, monster movie, splatter dalle grandi pretese (mediamente indipendente).

Bugs 3D parte dai territori di film come Piranha 3D e Piranha 3DD e resta su quel contesto tra rimandi vistosi ad un’approccio occidentale alla materia ma al contempo tocchi riconoscibili di “chinese flavor”.

Sfrutta la tecnologia 3D ed è saturo di effetti digitali, oltre l’eccesso, non solo per realizzare le creature giganti e i letterali fiumi di “bacherozzi”, ma il più delle volte anche i set, le scenografie, uno tsunami e tutti gli effetti splatter.

Uno scienziato ha sintetizzato delle creature in vitro per produrre un surplus di proteine a basso costo in un mondo volto al capitalismo e a tutte le sue derive etiche e di mercato. Ovviamente l’esperimento fugge di mano e uno tsunami di insetti inonda un resort che ospita modelle e eventi mondani.

Alterna, come molti film occidentali, commedia becera, sensualità (che non supera mai però le riprese insistite su seni ben avvolti dai costumi delle modelle), fantascienza, azione e horror. L’alchimia funziona ma a funzionare poco è il film in sé tra effetti digitali a tratti poco speciali e prossimi ai video non interattivi di un videogioco, e un senso di déjà vu e di maniera palpabile.

Pittoresche le creature che regalano alcune invenzioni riuscite, una buona prima parte, ma purtroppo il film non riesce ad emergere e ad andare oltre un livello medio/basso di resa qualitativa.

Al regista non è andata comunque male e si è ritrovato dopo un pugno di anni a dirigere il colossal con Jackie Chan, The Knight of Shadows: Between Yin and Yang.

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