Cannibal Mercenary

Voto dell'autore: 3/5
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Cannibal MercenarySenza evocare piani di lettura multipli o senza formulare chissà quale concetto complesso; questo film è e sarà ricordato quasi esclusivamente per essere uno dei film bellici più estremi e cruenti della storia.

Lo spunto narrativo di un abile soldato mandato in Vietnam a caccia di narcotrafficanti per ottenere denaro utile per curare la figlia è mero pretesto per un susseguirsi incessante di stupri, decapitazioni, sgozzamenti, trappole splatter, impalamenti, paletti conficcati nel cranio, globi oculari estirpati e nel finale qualche scampolo di inspiegabile deriva cannibalistica.

Sembra così quasi di trovarsi di fronte ad un film simile italiano di quel periodo quando tutti i generi venivano adottati, riadattati ed estremizzati. Il film infatti segue la moda USA di prodotti dei primi anni’80 come Rambo, approdando invece sui litorali dei film del nostro Bruno Mattei, Margheriti o Cirio Santiago, passando per materiali come l’hongkonghese Eastern Condors.
La morale antibellica è apparentemente stantia ma va ammesso che la regia ha talvolta dei guizzi inventivi e un montaggio frammentario e paranoico a volte di innegabile efficacia. I narcotrafficanti di cui “il mucchio” va a caccia sono dei “tipi” caratterizzati, spietati e grotteschi con cui si ingaggerà un violentissimo duello che segue una mezz’ora di tortura a tratti insostenibile. Anche in questo film le musiche dei Goblin utilizzate nello Zombie di Romero sono saccheggiate senza remore. Del film esistono differenti versioni più o meno cut.

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