Chinese Midnight Express

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,50/5: 2 voti]

chinese midnight expressChinese Midnight Express è un film di ambientazione carceraria sulla falsariga del Prison on Fire di Ringo Lam.
Il primo elemento a saltare all’occhio è –di nuovo- l’estrema libertà degli attori di Hong Kong; stavolta tocca a Tony Leung Chiu-wai (Hong Kong Express, Bullet in the Head, Hero, Infernal Affairs), super star di Hong Kong che qui si fa abusare sessualmente, torturare, picchiare, pisciare in faccia fino ad arrivare ad aprirsi le vene a morsi (come faceva Anthony Wong in Untold Story) in cerca di un suicidio visto come pallido sollievo. Non poco se pensiamo che in Italia un attore mostra coraggio e interpreta un ruolo rivoluzionario quando recita un omosessuale. Il secondo elemento che si fa notare è come molto spesso il cinema di Hong Kong non si faccia timori ad attaccare l’autorità, le forze dell’ordine brutali, quelle di polizia corrotte e violente e la prigione come punizione degli innocenti (come si era visto, ad esempio, in The Last Duel).

Un talentuoso giornalista (Tony Leung Chiu-wai) scrive un articolo che denuncia la corruzione di un poliziotto (Ben Ng Ngai Cheung), viene incastrato e messo in prigione. Qui dovrà sottostare alle regole ferree dei galeotti (un ottimo gruppo di caratteristi dell’ex colonia) e subirà ogni tipo di angheria, vessato anche dal comandante della prigione (Ben Lam Kwok Bun). Unico amico, un detenuto buffo e arrivista (Ng Man Tat). L’assassinio di uno dei prigionieri diviene scintilla, mentre il ragazzo acculturato inizia a ricevere il rispetto degli altri.

Il film è praticamente durissimo e regala pallide sequenze stemperate di ironia solo grazie alla presenza di Ng Man Tat (spalla comica storica di Stephen Chow Sing Chi). Il fatto è che giunto al finale inizia ad avvicendare tutta una serie di sterzate e fuori strada umorali di rara libertà, da semi lieti fine a tracce di commedia, stupri, imbrogli, duelli e il villain che viene gettato in una pentola di congee in cui affonda, sciogliendosi. Certo, non basta, visto che anche durante lo svolgimento narrativo ci viene regalato un personaggio (ovviamente interpretato da Elvis Tsui Kam Kong) nominato “tre gambe” a causa del suo pene abnorme e che quando è in ginocchio si srotola a terra e diviene mira di scherzi e giochi.
L’opera non annoia un secondo, grezza, poco sorprendente ma dura e la mano monca di un regista tellurico come Billy Tang Hin Sing (Dr. Lamb, Red to Kill…) si nota più nella storia raccontata che nella vera partitura registica.

 

 

 

CONDIVIDI: