Chou Ninja Tai Inazuma!! SPARK

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“La luce che lancio, risplende anche nel mio cuore”

Sinossi:

Nel 2077 Jun e il suo aiutante sono alle prese con la seconda stagione della fortunata serie Chou Ninja Tai Inazuma!. Il problema è che la raccomandata protagonista Tsubame, oltre ad essere figlia del boss, è distrattissima e svampita, sebbene abbia un gran cuore. Per una serie di circostanze viene trasportata nell’era dei veri ninja, dove incontra il samurai triste Hayate che decide di aiutare a tutti i costi per far sì che riacquisti il sorriso. Per adempiere alla missione Tsubame dovrà affiancare i ninja nella loro lotta contro dei misteriosi guerrieri dai poteri sovrannaturali.

Riflessioni:

Chou Ninja Tai Inazuma!! SparkUn anno dopo, la Toei ritorna sul luogo del misfatto e produce il sequel del fortunato (almeno in termini di vendite) Chou Ninja Tai Inazuma! Sul primo video c’è ben poco da aggiungere visto che si rivelava fallimentare dal punto di vista tecnicorealizzativo, nonostante alcune buone idee di partenza, sopratutto a livello di sceneggiatura. Su questo nuovo episodio però, le migliorie sono molte rispetto al precedente e il tutto scorre piacevolmente fino a riservare alcune stuzzicanti sorprese del tutto inaspettate.

Un nuovo supersentai (GoGo Sentai Boukenger) si è intanto concluso e nel cast entrano da protagonisti due suoi ex membri; rispettivamente Mami Yamazaki nei panni della protagonista Tsubame, starlette svampitissima che viene catapultata nel passato in piena era Edo e  Mitsuomi Takahashi nei panni del co-protagonista Hayate, sfortunato e tristissimo samurai dall’oscuro passato.

Del vecchio Inazuma rimangono i personaggi di contorno (Jun la produttrice, Kuratonimya l’aiutante e il boss della Magical tv) e due dei ninjas (il rosso Raiden e il giallo Senden). In realtà, sebbene Raiden e Senden compaiano, sono praticamente relegati al ruolo di comparse, mentre la scomparsa di Shiden, la femminuccia tra i vecchi ninja, è sistemata da una semplice battuta che la dà come attualmente in viaggio.

Il film per fortuna si sbarazza delle logore gag del primo e dei meccanismi di dualismorivalità dei personaggi protagonisti con i loro rivali e si concentra maggiormente sulla storia di Hayate. Questo samurai è sulle tracce degli assassini della sorella, interpretata dalla grandissima Ayumi Beppu, presente anche nel primo Inazuma nel brevissimo ruolo di sè stessa, e si imbatte nell’ilare Tsubame proveniente dal futuro. Quest’ultima non sa resistere al dovere di aiutare le persone in difficoltà e tristi e così inizia una personale battaglia per far riacquistare il sorriso ad Hayate.

L’unico modo che ha però per combattere i nemici è quello di diventare lei stessa una Inazuma e per questo replicherà l’incidente che ha portato alla nascita dei primi con l’aiuto della produttrice Jun e si schiererà al fianco di Senden e Raiden.

Cos’è quindi che rende differente e migliore questo sequel? Prima di tutto una realizzazione superiore, tramite una maggiore cura degli effetti speciali e dei combattimenti in prima battuta. Poi ci si aggiungano dei personaggi un po’ più veri e con qualcosa da dire. L’iniezione di una leggera vena drammatica fa bene alla storia e certamente dà più trasporto a tutto il pubblico, sia quello degli adulti che quello dei piccini. Ed infine si sommino delle idee visive classiche, ma pur sempre efficaci, come per esempio la neve per rievocare l’infanzia e la felicità perduta di Hayate e un muro di girandole allestite da Tsubame che girano vorticosamente allo sbattere di una porta nel momento dell’addio.

Piccoli dettagli sì, ma che denotano una maggiore cura da parte del regista rispetto al precedente episodio, che risultava raffazzonato e buttato lì a caso per fare cassetta. Al contrario ora ci si appassiona e ci si diverte e i nemici alieni, per quanto buffi, sono certamente più efficaci del kaiju carciofone che si era visto nel precedente episodio. A posteriori risulta anche molto gradita la scelta di evitare il consueto mostrone nel finale e sostituire il tutto con un duello dinamico fatto di voli e superpoteri vari.

Vi sono poi ulteriori note a margine da fare. Anche stavolta Ayumi Beppu non delude in un doppio ruolo che diventa deflagrante e spassoso nel finale e sui titoli di coda stessi, questa volta sì metacinematografici e belli. E poco prima di questi titoli, spazio a sua maestà Ichiro Mizuki, interprete di tutte le più celeberrime sigle televisive di anime e tokusatsu, tra i quali è impossibile non citare le immortali Kotetsu JeegMazinger ZKamen Rider V3. Il mito si esibisce dal vivo con una band dell’era Edo, memore dei complessi musicali visti nei Flinstones, e fa scatenare tutto il pubblico con la sigla degli Inazuma. A conti fatti basta solamente questo per strappare una visione a questo prodotto tutto sommato degno.

Galleria eroi:

Galleria nemici:

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