Chou Ninja Tai Inazuma!

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“La giustizia è nel cuore di tutti. Non fuggire quella giustizia, ma cercala dentro di te”

Sinossi:
Il 2076 è il centesimo anniversario per la Magical TV e sono in atto i preparativi di un serial sentai per festeggiarne la nascita. L’idea della produttrice Jun non piace però al boss della rete televisiva, che decide di tramutare la serie proposta in una sua versione comica, girata dal vivo in piena era Edo, sfruttando la tecnologia dei viaggi nel tempo. L’impavida produttrice e il suo aiutante viaggiano nel tempo per reclutare tre perfetti imbranati del passato e fargli credere di essere supereroi ninja. Il problema è che in quell’era vi sono impreviste entità con veri superpoteri che tramano nell’ombra contro l’umanità.

Riflessioni:

Chou Ninja Tai Inazuma!Alla base di questo progetto della Toei c’era la voglia di spremere ulteriori soldi dalle tasche dei fans dei loro ultimi supersentai. Così, attingendo direttamente dai propri uffici casting e tirando fuori un budget da serata in pizzeria tra amici, negli uffici del colosso giapponese si è deciso di produrre questo straight-to-video.

Nel mese di febbraio 2006 si era appena conclusa la kawaiissima e scanzonata serie Mahou Sentai Magiranger a base di magia, canzoni e balletti vari, mentre questo dvd è arrivato sugli scaffali nel giugno dello stesso anno. La linea seguita è facilmente intuibile e dettata da pure esigenze commerciali: da una parte c’è il recupero in toto del freschissimo cast di Magiranger in tutti i ruoli principali e con qualche spruzzata qua e là del cast del precedente Tokusou Sentai Dekaranger, dall’altra c’è un’atmosfera giocosa e ilare ancora più marcata che nelle serie stesse.

Nonostante ciò, l’operazione in sé poteva sembrare sulla carta interessante e non solamente perchè riproponeva la rara commistione di genere tra jidaigeki e super sentai. Il gioco del metacinema, che spesso fa capolino nelle serie tokusatsu, qui diventa infatti palese ed esibito. All’origine della storia vi sono infatti la produttrice televisiva Jun e il suo aiutante, interpretati da due ex Dekarangers, che vengono costretti dal boss, insoddisfatto del loro lavoro, a viaggiare nel passato per poter filmare dal vivo un po’ di scene di vera azione. La pretesa del boss è di avere un sentai comico per i 100 anni di anniversario della Magical tv da sostituire a quello epico ed eroico proposto da Jun. E questa probabilmente è una simpatica ed ironica rappresentazione dei vertici stessi della Toei al momento di produrre il filmino e dei creatori stessi.

Purtroppo l’effetto “giocattolo” del metacinema svanisce ben presto e si è troppo impressionati dalla messa in scena piatta e povera per poter apprezzare una qualsiasi cosa che vada oltre lo schermo. Una volta approdati nell’era Edo, i due si mettono alle costole di tre nerds che fanno al caso loro e li addestrano con l’ausilio di travestimenti e trucchetti: Hosomatsu (Magired da Magiranger), Kankichi (Magiyellow da Magiranger) e Kaguya (Magiblue da Magiranger). La simpatica trovata di far travestire Jun come il classico maestro di kung fu barbuto e immacolato è annientata dalla stupidità di tutto l’addestramento, che probabilmente è offensiva anche per il pubblico al di sotto dei dodici anni.

La contrapposizione tra i tre nerds e i loro tre idoli (a loro volta due ex Dekarangers e il Magigreen diMagirangers) è banale e diventa ancora più scontata nel momento in cui si ha la certezza che siano loro i cattivi posseduti da delle lumache mutate (!): un’idea talmente weirda che meritava di essere sviluppata in maniera diversa piuttosto che con un ridicolo effettone digitale che fa rimpiangere tutte le più improbabili protesi viste nel genere.

Per chi avesse voglia di vederlo è meglio evitare di raccontare ulteriormente la storia di come i tre sfigati ottengano i loro poteri grazie a Jun che, dilaniata dai sensi di colpa di averli prima gabbati e poi esposti al pericolo dei combattimenti senza possedere alcunchè di eroico, decide di aiutarli realmente. Ovviamente prima dei titoli di coda ci sono immancabilmente: il kaiju finale e il lieto fine demenziale. Non che questi siano difetti, poiché sono le cose che ti aspetti all’interno del genere e fanno parte di quelle piccole certezze, che è dura sovvertire per chi li adora o addirittura trova compiacimento nella ripetizione di certi schemi consolidati.

Piuttosto il difetto del film è nel vanificare un impianto sceneggiativo di fondo che era interessante e offriva il fianco a più spunti. A nulla serve parlare nel finale della leggenda degli Inazuma, appena nata per gli spettatori moderni, se poi il trucco non è spiegato e non si scopre che quel che abbiamo visto è realmente finzione girata sulla base di un vero fantastico a cui ci piacerebbe credere. Forse alla Toei hanno ritenuto che questo mescolare i due livelli, che sono divisi dallo schermo, sarebbe stato di difficile comprensione per gli spettatori più piccoli a cui è prettamente rivolto il prodotto. Continuo però a pensare che la cosa sia offensiva per i piccoli spettatori, che sanno benissimo che tutti gli attori vengono da altri serials, che sono coscienti di quanti soldi spillano dalle loro tasche questi signori e che probabilmente sanno meglio dei loro realizzatori tutti i dettagli delle avventure dei loro eroi.

Piccola nota finale per chi si chiedesse che ruolo abbia il Magipink di Magiranger. La simpaticissima Ayumi Beppu compare per un attimo come sè stessa, o quasi almeno. Si chiama Ayumi Kitabeppu: attrice di un fantomatico tokusatsu fallimentare prodotto da Jun l’anno prima dello svolgimento dei fatti. Altre presenze graditissime sono il vocione di Ichiro Mizuki, re delle sigle dei serial giapponesi, sui titoli di testa e il ballo (più karaoke) sulla sigla finale che era uno dei punti di forza di Magiranger.

Galleria eroi:

Galleria nemici:

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