Choujin Sentai Jetman

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“Cross Changer!”

Sinossi:

Choujin Sentai JetmanRyu e Rie sono fidanzati e colleghi nell’arma della polizia. Per le loro grandi capacità vengono reclutati per un esperimento volto alla creazione di una super squadra che metta a frutto la nuova grande scoperta del governo giapponese: la Birdonic Energy. Purtroppo mentre l’esperimento si sta svolgendo arrivano da una dimensione parallela (Reverse Dimension) i Vyram, una spietata razza di invasori. Rie muore durante l’esperimento, mentre l’energia viene in parte convogliata in Ryu e per il resto casualmente in altre quattro persone: Kaori, Ako, Ryuta e Gai. I cinque saranno messi assieme dal governo per formare una squadra di rangers per respingere l’invasione dei Vyrams.

Riflessioni:

Nel variegato mondo dei Tokusatsu i Super Sentai sono una sottocategoria ben specifica e caratterizzata. Trattasi infatti di quelle serie televisive in cui non figura un singolo supereroe protagonista, bensì un’intera squadra o gruppo di salvataggio a difesa dalla terra. Choujin Sentai Jetman, che può tradursi liberamente in Squadrone Volante Jetman, è probabilmente uno dei rappresentanti più nobili della saga delle serie Sentai della Toei. L’idea di una supersquadra è certamente presente in nuce in altri serial. Persino nel primigenio Ultraman il nostro eroe fungeva da supporto ad una squadra di salvataggio il più delle volte, ma le caratteristiche vere del sentai che ne fanno una vera e propria genia sono molte e variegate. Prima di tutto le tute degli eroi differiscono di pochi particolari, se non esclusivamente per il colore, e conseguentemente sono tutte ispirate ad un principio unico che permetterà la distinzione tra i singoli eroi.

I Jetman per esempio sono legati a doppio filo al mondo aereo degli uccelli. Ogni singolo eroe della squadra ha un nomignolo ispirato ad un diverso pennuto (Falco, Condor, Cigno, Usignolo e Gufo) e l’associazione tra l’animale e il personaggio va ben oltre quello del vestiario, ma investe completamente la caratterizzazione stessa. Per esempio il falco rosso Ryu è il leader per antonomasia con forte senso della giustizia, mentre il condor nero Gai è invece un personaggio che vive di luce ed ombra, costantemente in preda ai propri dissidi e dominato da una forte rivalità col leader. A seguire vi sono la nobile, ricca ed elegante Kaori nella parte del cigno rosa, la svampita studentessa Ako nella parte dell’usignolo azzurro e il semplice e paffuto contadino Ryuta nella parte del gufo giallo. Impossibile non notare la mai negata ispirazione all’anime Gatchaman con cui Jetman condivide ben più di qualche similitudine.

Ovviamente come ogni serie Sentai che si rispetti la struttura episodica è fatta in maniera tale che ogni puntata parli a turno di uno dei personaggi per caratterizzarli e renderli più simpatici e convincenti al pubblico. Questo tipo di evoluzione delle vicende è un meccanismo ben verificato e oliato. Lo spettatore infatti si sente rassicurato a suo modo perché sa quel che sta per ricevere dalla sua puntata settimanale, ma al tempo stesso non viene annoiato nell’arco di cinquanta episodi dalla carenza di idee attorno che si può verificare attorno ad un singolo personaggio. Praticamente si ovvia in maniera più naturale a quello che succede nella serie di Kamen Rider, dove quando subentra la noia viene buttato alla rinfusa un nuovo Rider nella serie per soddisfare lo spettatore.

Nonostante questo però, non è errato dire che buona parte della serie si annoda e concentra attorno al dualismo RyuGai. L’uno dominato da un senso del dovere e della giustizia acuito dalla scomparsa della compagna Rie per colpa degli invasori, l’altro assolutamente dissoluto, individualista e soprattutto refrattario a qualsiasi forma di disciplina. Questo è uno schema assolutamente scontato e visto più volte, ma che funziona alla meraviglia e in maniera ben più affinata che in serie successive o altri prodotti contemporanei. Lo stesso triangolo amoroso tra Kaori attratta dal refrattario Ryu troppo legato al ricordo della scomparsa fidanzata e Gai che invece insegue la riluttante Kaori è reiterato in maniera continua per un numero consistente delle puntate. Il meccanismo da telenovela inserito in ambito fantascientificosupereroistico funziona alla meraviglia così come funzionava il similare triangolo WolverineCiclopeFenice negli X-men se proprio si vuol trovare un analogo occidentale.

Storicamente Jetman è una serie molto amata a partire da questi motivi. Prima di tutto perché si tratta della summa di tante buone idee delle serie precedenti e proprio perché riassume assieme tali aspetti ha fatto da punto di riferimento per molte delle successive serie. In poche parole il concentrarsi di fattori benigni tra cast, idee di sceneggiatura e realizzazione ha formato un’alchimia raramente riscontrata in molte serie. Non a caso ha fatto da banco di prova per nomi importanti del genere Tokusatsu tra cui spiccano i nomi noti di Keita Amemiya e dello sceneggiatore Toshiki Inoue (Kamen Rider 555, Cutie Honey The Live, etcetc).

Sul primo nome soprattutto c’è molto da dire, nel senso che pur essendo figura meno nota di uno Eiji Tsuburaya o di uno Shotaro Ishinomori, è stato in era moderna il nome più importante per il genere Tokusatsu. Jetman è esattamente il suo esordio alla regia in una serie televisiva, premiato con la fiducia dalla Toei, dopo una mirabile carriera da Character Designer e la direzione del film, ispirato all’omonimo videogioco, Mirai Ninja. Grazie a lui e alle sceneggiature di Inoue irrompono in Jetman un sacco di elementi oscuri. Questo tipo di serie non avevano mai peccato di elementi ambigui e stramberie mutuate dai contemporanei Kamen Riders o dallo stesso cinema di genere giapponese coevo, ma con l’azione di entrambi tutte queste caratteristiche vengono acuite quasi all’estremo. Basti citare ad esempio le continue irruzioni in mondi onirici con balli di scheletri, mostri provenienti dall’inferno, muri che divorano i Jetmen, versioni oscure degli eroi e finanche larve kaiju.

I nemici poi si muovono in una zona intradimensionale piena di fumi e in cui non vi sono leggi di gravità, nemmeno si trattasse di un vecchio gotico italiano. Tra i cattivi: Radiguet il capo nemico è un oscuro principe con smanie di dominio persino sui suoi compagni, Maria non comprende nemmeno bene le ragioni del suo odio per la razza umana ed è spesso al piano a suonare nenie melanconiche, Tran è un ragazzino capriccioso che si diverte a tormentare l’umanità ed evolverà in un crudelissimo adulto e poi c’è Grey. Grey è un automa, che non può certo non ricordare l’allora famoso Guyver nella forma, e rappresenta il personaggio più incredibile. Dominato dall’etica del guerriero finirà per innamorarsi di Maria e contenderla al protagonista Ryu e avrà un indimenticabile scontro con l’altro co-protagonista Gai, che rientra con buona pace di tutti nel novero degli scontri più memorabili dell’universo tokusatsu. Doveroso infine citare il super mostro creato da Radiguet e il cui design è stato curato dallo stesso Amemiya: Veronica, una sorta di creatura demoniaca che farà patire le pene dell’inferno agli eroi per sconfiggerla.

Insomma una serie sentai sotto il segno di Amemiya e Inoue e che coinvolge nello stato di grazia anche il buon Shohei Tojo, proveniente da esperienze con gli Ultraman della Tsuburaya, e Masao Minowa, veterano della Toei con Special Rescue Excedraaft e Chikyuu Sentai Fiveman tra gli altri. Da rilevare inoltre che è stata l’ultima serie prima della nascita del binomio SentaiPower Rangers. Fu infatti la successiva Kyoryu Sentai Zyuranger ad essere la prima serie Toei ad essere comprata ad occidente dalla Saban e dissezionata, ammorbidita e resa innocua per i lobotomizzati spettatori occidentali.

Curiosità finale è la presenza in due episodi della attrice di film per adulti Kei Mizutani, ben nota anche per il suo ruolo nel film arrivato anche ad occidente Weather Woman e che sarebbe tornata anni dopo nella serie Seijuu Sentai Gingaman in qualità di leader cattiva. Con timore di smentita dovrebbe essere la prima comparsa di una star di AV (adult videos) in un super sentai e anche se in genere viene riservata la parte di cattive a queste ragazze nell’arco della serie, in Jetman la Mizutani interpreta Saki, una innocente fanciulla che cerca di aiutare un Radiguet trasformato in umano e preda di amnesia. La pratica di inserire AV star nelle serie sentai si è poi ripetuta con Asami Jo (Denji Sentai Megaranger), Rika Nanase (Gekisou Sentai Carranger) e recentemente con Nao Oikawa (Engine Sentai Go-onger, ma avvistata anche in Garo) e come già detto sempre ed esclusivamente nella parte di comandanti cattive. Lascio ad altri l’analisi sociologicapsicologica di questa cosa e mi limito a consigliare la visione di uno dei migliori telefilm dedicati a squadre di supereroi e con un finale che genera un punto interrogativo grande come Godzilla per gratuità.

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