Cold Eyes

Voto dell'autore: 4/5
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Avvengono cose strane in Corea del Sud. Da una parte registi locali (Ahn Byeong-ki, quello di Phone) che vanno in Cina a dirigere serie di film con lo stesso titolo di successi girati in patria (Bunshinsaba), dall’altra acquisizione di diritti di recenti titoli hongkonghesi per girarne dei remake. E’ questo il caso di cui stiamo parlando. Cold Eyes è infatti nientemeno che il remake del bel Eye in the Sky, esordio alla regia di Yau Nai-Hoi, sceneggiatore della Milkyway, prodotto da Johnnie To.

Personalmente siamo poco allettati dai remake in sé, specie se realizzati a poco tempo dall’originale, ma se esiste una via per rifare un film in maniera onesta ed efficace, questa adottata da Cold Eyes è quella buona. Eye in the Sky era un buon titolo a tratti tipicamente milkywayano, d’autore e pop. Il remake invece è un cristallino oggetto di genere spigoloso che si discosta il più possibile dalle sequenze note e famose del pioniere e che ne reinventa il modo di raccontare. Il risultato è un ottimo prodotto dotato di un ritmo tesissimo e di alcune sequenze virtuosistiche di straordinaria resa registica e inventiva, con alcune sfilacciature narrative specie nel finale ma di non eccessiva entità. L’unico nodo debole è quando si avvicina troppo al film da cui deriva; nel finale, ad esempio, quando tutta la sequenza della pioggia e del “miracolo” ha qui ben poco senso e mordente. E’ lo stesso effetto di buttare ai rovi le sequenze madre, un po’ come avveniva in Departed il remake di Scorsese di Infernal Affairs. Ma per il resto si rivela un ottimo film per alcuni versi superiore all’originale.

Sul finale inoltre, l’incontro dei protagonisti con l’attore Simon Yam, protagonista di Eye in the Sky è l’inattesa ciliegina sulla torta.
Campione di incassi in patria ha rappresentato l’ennesimo ottimo titolo nell’anno dei miracoli coreani, anno in cui il cinema locale ha finalmente ricominciato a mordere.
Poi va anche detto che quanto enunciato sopra ha poco senso vista l’inutilità del remake come oggetto in sé. Ma un ottimo remake, questo si.

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