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Un ragazzo nerd passa la vita a dipingere action figures dei nemici di Ultraman quando non lavora part time in un’agenzia di foto e video. E’ anche perseguitato dalla yakuza e ha continue visioni di mostroni giganti che lo ghermiscono. Nonostante tutto ha una ragazza. Quando lui sarà picchiato e catturato dai malviventi e la sua ragazza sarà a rischio stupro, si trasformerà in una creatura gigante e sanguinaria che farà a pezzi i cattivi di turno.

Fatti di debitissimi paragoni, questo medio da 45 minuti girato in video è una sorta di versione giapponese de Un Lupo Mannaro Americano a Londra. Tutta la mutazione finale è ricalcata in quella geniale e magistrale realizzata da Rick Baker e il finale con il sacrificio davanti la ragazza rimanda al film di Landis.
Un giorno bisognerà scrivere del fantastico giapponese di fine ’80 metà ’90, un enorme buco nero di film pachidermici e pesanti che sembrano girati il decennio prima e pregiati da effetti speciali spesso bellissimi. In questo caso gli fx sono particolarmente cartooneschi ma pregni di quella deliziosa deriva splatter che li mettono in un’ottima posizione di pregio. In uno dei deliri il ragazzo vomita un liquido nero nel lavandino da cui emerge un viso umano dalla cui bocca esce una seconda bocca dentata in stile Alien. Sembra come se la Full Moon statunitense avesse continuato a fare film in Giappone senza sosta fino all’avvento di Ring.
Per il resto il film è un classico oggetto in video privo di ogni eleganza formale e raffinatezza, girato e montato male, e pregiato solo dai curiosi effetti. C’è anche da dire che è l’ennesimo titolo impossibile da vedere in maniera dignitosa se non in degli orribili rip da VHS. Sarà gradito ai completisti e ai curiosi in cerca di nuovi nascosti tasselli splatter.

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