Crows Explode

Voto dell'autore: 3/5
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Un film romeriano. Immaginate se gli zombie dell’omonimo film di Romero iniziassero a divorarsi tra di loro all’interno del supermercato. Perché questo è Crows Explode. Ragazzini perduti che continuano a recarsi senza un perché dentro alla carcassa della scuola e a partecipare a quell’estenuante e ciclico ping pong di pugni tra di loro. Il cambio di regia muta tutte le carte in tavola. I giovani griffati e belli che avevano un vago rapporto con le attività scolastiche ormai sono brutali comparse che frequentano un edificio dismesso più simile ad uno “squat” e di cui non si avverte traccia di un’attività didattica. Ma anche la città che circonda l’edificio è ormai un’ammasso di capanne, discariche, edifici fatiscenti e discoteche dall’architettura industriale. Non avvertiamo nulla della metropoli ma solo una decadenza di tutto il contesto architettonico e umano, un Gattopardo dei giovani giapponesi. In questo il film è più vicino ad uno yakuza eiga di Fukasaku che ai precedenti due capitoli firmati da Miike. Regista che si attaccava agli scontri, con coreografie sempre più cristalline facendo occupare loro la maggioranza della metrica dell’opera. Il talentuoso Toyoda, invece, uno dei migliori registi viventi (basti guardare i suoi capolavori I’m Flash! o Hanging Garden) fa tabula rasa riducendo ogni lotta, per la maggior parte del film, ad un unico e solitario colpo decisivo che abbatte l’avversario. Ricercato autore dall’estetica fiammeggiante si appoggia di più sul contesto, sull’aspetto visivo, dirigendo un’opera decadente e disperata che perde tutto il fascino fashion dei primi due capitoli. E lo fa forse con un solo merito vistoso più dei film di Miike ovvero l’utilizzo vario, costante e contrastante di musica di differenti tipologie. Seppur l’opera più debole del regista (a parità di temi trattati rispetto al suo straordinario Blue Spring, qualitativamente siamo anni luce distanti), probabilmente stritolato dalle rigidità di una franchise e di una produzione, il film potrà sicuramente piacere a chi ha amato le interminabili (e personalmente noiosissime) vicissitudini di queste gang scolastiche trovando personaggi quasi interamente nuovi e un contesto urbano inaspettato.

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