Curse, Death & Spirit

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Curse, Death & SpiritRaccolti in DVD sotto questo titolo sono finalmente tre vecchi cortometraggi diretti per la TV giapponese da un giovane Hideo Nakata, uomo che farà deflagrare l’horror mondiale sei anni dopo con il fenomeno di costume Ring. I tre video tradiscono istantaneamente la loro destinazione televisiva, ma anticipano e fanno parte in parte della nuova onda del J-horror. La mano e l’occhio del regista sono in fase di allenamento e lo stile muta da un video all’altro come in cerca di un’impronta definitiva di sé stesso. Tre storie di fantasmi, ma tre perfette macchine di terrore dove l’entità può essere sempre sia positiva che negativa ma perennemente venata da un alone di tristezza melodrammatica. Se nelle due storie iniziali viene minato l’establishment familiare, nell’ultima è l’amicizia a subire l’innesco centrale.

Il primo episodio, The Cursed  Doll, è sicuramente il più banale e prevedibile. Una ragazza inizia ad avere delle visioni in cui una bambola la chiama per nome. Dopo aver trovato davvero la bambola in un vecchio cassetto inizierà una spirale di possessioni e visioni terrifiche. La ragazza scopre così di aver avuto una sorella, morta in un rogo quando lei era piccola e che la madre nel tentativo di salvarla confusa tra le fiamme, anziché il corpo della bambina aveva portato in salvo la bambola in cui ora si è insediato il fantasma irato della piccola. Poco emerge di un’iconografia classica e spesso in maniera meccanica, a poco servono i ciuffi di capelli corvini sparsi per la casa, la sequenza più suggestiva è probabilmente l’esorcismo finale. Che ci si poteva aspettare da un soggetto simile a quello de La Bambola Assassina?

Anche se a tratti banale e retorico il secondo episodio raddrizza il tiro mettendo ancora in scena fantasmi di familiari defunti. Madre e figlio assistono impotenti al decesso del padre/marito. Mesi dopo, per distrarre il ragazzino la signora lo porta insieme ad altri bimbi in campeggio tra i monti. Destino vuole che una donna si sia suicidata sulla cascata lì presente e che il suo fantasma vaghi senza pace rapendo e uccidendo ogni bambino della zona. Il character design della fantasmessa illuminata di azzurro è inquietante e funziona, producendo alcuni brividi nello spettatore.

Finale con l’episodio più disperato, protagoniste tre ragazzine che si recano in un vecchio hotel e subiscono la possessione del fantasma di una giovane adolescente malata morta in loco. Più vicino ad un film della serie Ju-On che non ad un horror di Nakata, il film presenta un’ottima donna fantasma dal collo fratturato e continue sequenze di apparizioni ad effetto. Amaro più che spaventoso il finale, come nel miglior J-horror.

Non ci si aspetti chissà cosa da un lavoretto per la TV assolutamente minore nella carriera del regista, ma in parte interessante per analizzare la sua maturazione nel genere.La sceneggiatura è del fedele Hiroshi Takahashi che sceneggerà poi anche Ring.Il guardare questi episodi, anche se non così fondamentali, ci immerge però nella contemporaneità giapponese, dove vengono continuamente scritti e diretti decine di cortometraggi horror destinati ad ogni forma di intrattenimento e pronti da essere proiettati nelle sale, pubblicati in DVD, mostrati via internet e sui cellulari. E’ un po’ come leggere tanti di quei racconti brevi pubblicati in Giappone con continuità come quelli che anche in Italia si riescono fortunatamente a reperire su antologie come Alia.

Titoli degli episodi :
The Cursed  Doll (aka The House). Titolo originale : Norowareta ningyô
Waterfall of the Dead Spirit (aka The Lake aka The Spirit of the Dead) Titolo originale : Shirei no en
An Inn Where a Ghost Lives (aka Special motel aka The Haunted Inn) Titolo originale : Yûrei no sumu ryôkan

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