Curse of the Sun

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Curse of the Sun“Love, Murder, Zombies”. Lo slogan che campeggia sulle locandine di Curse of the Sun non lascia molto spazio all’immaginazione: ci troviamo davanti alla solita abitudine thailandese della corsa all’eccesso, votata allo stupire lo spettatore con ogni genere di trovata demenziale e al limite del cattivo gusto. La storia è semplice e non poteva essere altrimenti: durante un’eclissi solare, Totsapark muore in un incidente d’auto e viene risvegliato dallo stregone Pun, intenzionato ad utilizzarlo come zombie-killer al suo servizio. Totsapark, zombizzato e privato di ogni umanità, viene così incaricato di uccidere Jiratikan, colei che era la sua ragazza quando era in vita, che lo stregone vuole assolutamente uccidere per intascarsi il denaro di un’eredità…

Curse of the Sun ha l’unico pregio di riuscire ad incuriosire piuttosto facilmente chiunque si trovi alla ricerca di qualcosa di estremo grazie al suo folle biglietto da visita. Abbiamo sparatorie, zombies, inseguimenti in auto e in moto, poliziotti dai caratteri sopra le righe e magia nera in quantità. Peccato che il tutto sia stato messo insieme all’insegna della più totale incompetenza: la sceneggiatura è una sorta di groviera, uno scolapasta narrativo scritto senza il minimo criterio cinematografico, terribilmente scomposto in blocchi tagliati rigorosamente con l’accetta. La regia è ai minimi storici, la fiera del dozzinale. I due registi sembrano non avere idea di ciò che fanno, inscenando in maniera ridicola anche le situazioni più drammatiche. Il risultato è un continuo susseguirsi di scene d’azione intervallate da brevi dialoghi (sempre ambientati nelle stesse location: la stazione di polizia e l’ospedale per i buoni, il classico covo per i cattivi). Si potrebbe pensare che il tutto sia stato realizzato appositamente così, per farsi qualche risata in compagnia, ma l’ostentata serietà con la quale vengono portate su schermo certe improbabili sequenze – si veda il risibile tentativo dei cattivoni di eliminare i protagonisti mentre si trovano a bordo di una jeep in autostrada, spedendo tre killer in Ferrari ad inseguirli – e per come esse si concludono – il più delle volte in un florilegio di infimi effettacci in una povera CGI – fanno pensare che probabilmente ci fosse una certa convinzione dietro alla realizzazione del tutto. Completano il quadro una serie di attori incapaci – il poliziotto protagonista è quanto di peggio si sia mai potuto vedere, un’agonia nell’ascoltarlo proferir parola e nel guardarlo mentre cerca di esibire un’espressione diversa dalla solita senza purtroppo mai riuscirci – e di volti presi in prestito dalla televisione, giusto per poter offrire allo sfortunato pubblico le immancabili incursioni nella commedia. Peccato, perchè i primi minuti che introducono i vari personaggi sono montati discretamente e lasciano presagire qualcosa di buono, cosa che però puntualmente tarda ad arrivare fino ai liberatori titoli di coda.

La domanda potrebbe a questo punto sorgere quasi spontanea: perchè? Perchè realizzare un film dal budget medio-alto come Curse of the Sun all’insegna dell’incompetenza (o dell’ingenuità) più totale, senza nemmeno cercare di porre l’accento sugli aspetti interessanti della vicenda? Nessuno dei temi più accattivanti viene approfondito con un po’ di intelligenza. Un vero spreco, insomma, perchè il rapporto tra la protagonista e il suo ragazzo morto vivente poteva avere risvolti melodrammatici non indifferenti per quanto grotteschi, e non solo – sarebbe anche stata una buona scusa per proseguire con maggior motivazione la corsa all’eccesso di cui si accennava all’inizio. Ed invece no, il tutto si riduce ad una ridicola serie di scene d’azione scritte, girate e montate senza il benchè minimo gusto, dove nemmeno l’eclissi che dovrebbe dare il nome al film trova un senso compiuto nel contesto narrativo. La risposta non c’è, o almeno non ci è dato saperla: a meno che non si sia in cerca di esagerazioni esotiche senza senso, e a patto di essere disposti a gettare al vento ottanta minuti della propria vita, Curse of the Sun è senz’altro un film da evitare come la peste.

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