Cutie Honey

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Cutie HoneyIl 2004 verrà ricordato come l’anno della produzione massiccia di film tratti da serie tv e fumetti nipponici. Prima Devilman, poi Kyashan – La Rinascita ed ora Cutie Honey.

Il risultato, appurate le enormi differenze artistiche e di budget, sembra però mostrare una strada, un possibile tentativo di far fronte con forza, al cinema straniero con prodotti interni ma poggiati su un immaginario collettivo mondiale.

La cosa che balza subito all’occhio (con estremo piacere) è che è ormai stato colmato il gap tecnologico tra Stati Uniti e il resto del mondo e che finalmente si riescono a produrre colossal action senza far continuo riferimento ad un immaginario hollywoodiano ma tentando di inventare nuove strade e idee, dirette referenti di un prodotto interno. Detto in poche parole è giunto finalmente il momento in cui i film action (Cutie Honey si, ma anche Kyashan – La Rinascita) non si ispirano più a Matrix; ora che il cinema americano si ispira a quello asiatico, quello asiatico smette di ispirarsi a quello americano.
Cutie Honey è il prodotto finale della summa di tante menti geniali.

Go Nagai innanzi tutto, maestro del fumetto e autore delle tavole e delle serie animate da cui il film live è tratto. Hideaki Anno, il regista, è il genio creatore della serie Neon Genesis Evangelion e Le Situazioni di Lui & Lei (nonchè dei film live Ritual e Love & Pop).

Kumi Koda è una notissima idol, qui compone la stupenda OST ispirata a quella delle vecchie serie animate, e si giostra in un piacevolissimo cameo. Già, parliamo di attori, visto che lei non è l’unico grosso nome a comparire nel film. Durante la visione di Cutie Honey c’è tempo per godersi le performance di Ryuhei Matsuda, ragazzino prodigio della recitazione nipponica (Gohatto, Izo), Matsuo Suzuki (regista di Otakus in Love e attore in Ichi the Killer) e una divertente comparsata dello stesso Go Nagai.

La storia si distacca un pò soprattutto da quella dei vecchi fumetti di Go Nagai, i primi molto violenti, i più recenti velati di goliardico erotismo. Diciamo che si adegua di più allo stile delle recenti serie TV dedicate all’eroina, diventando a sua volta sorgente di una nuova serie intitolata Re: Cutie Honey.

Honey, cuore dolce, animo colmo di vendetta, bistrattata da tutti in ufficio a causa della sua goffaggine,  per salvare il suo professorino deve battersi contro l’eterna rivale, Sister Jill e i suoi quattro pittoreschi aiutanti. La nostra dalla sua avrà l’appoggio di una poliziotta timida e introspettiva, un investigatore d’assalto e i suoi immensi poteri attivabili al grido di “Honey Flash!!!”

Diciamo subito che il film può far storcere il naso ai puristi del fumetto, vista la sua base edulcorata e una caratterizzazione di Sister Jill poco fedele all’originale. Nel fumetto l’eterna nemica ha un viso “mostruoso” ma al contempo un conturbante corpo da pin-up. Qui al contrario viene raffigurata un pò come una classica strega da fiaba, brutta e statica. Inoltre il finale risulta un pò troppo debole e retorico (di nuovo, da fiaba).

Per il resto il film è incredibilmente coinvolgente e divertente, il 3D (ottimo) abbonda soprattutto per avvicinare il film in versione live allo stile di un anime. La regia è sorprendente, presenta continue sequenze memorabili, mentre i primi dieci minuti, perfetta fusione di ritmo, immagini, suono e musica, dipinti sul pentagramma da un montaggio perfetto, fanno gridare al miracolo. Ottimi i titoli di testa in animazione classica e la protagonista, una bravissima Eriko Sato, perfettamente in ruolo.

A parte alcune piccole riserve il film si presenta quindi come un’immensa opera di intrattenimento, un’ ottima conversione live di un fumetto. Stupendi i costumi, il design dei personaggi, la colonna sonora.
Speriamo vivamente in un eventuale sequel che possa raddrizzare il tiro.

Foto tratte dal photobook “Satoeri Cutie Honey – photo by Ohashi Jin”

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