Dangerous Liaisons

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dangAbbiamo già parlato dello sfacciato orgoglio con cui si presentano le più recenti produzioni cinesi finanziate e appoggiate dal governo della Repubblica Popolare: campioni di incassi in patria; calamite per registi ed attori che arrivano da ogni parte del mondo; sfarzose e patinate almeno quanto il mainstream hollywoodiano. Dangerous Liaisons si aggiunge direttamente in coda alla lista, nonostante il passaggio ai festival di Cannes, di Toronto e di Busan possa sviare prematuramente i sospetti. Alla regia troviamo il sud-coreano Hur Jin-ho, che nella sua carriera ha sempre mostrato interesse per relazioni e rapporti di coppia (One Fine Spring Day, April Snow, Happiness). Qui Hur Jin-ho si mette alla prova con le pagine di Pierre Choderlos de Laclos, cui hanno già attinto Stati Uniti e Corea del Sud in passato.

La storia di per se è intrigante. Xie Yifan, interpretato da un Jang Dong-gun che ricorda per certi aspetti Andy Lau, è un uomo d’affari, abilissimo e spudorato donnaiolo. Mo Jieyu (Cecilia Cheung) gli propone di rubare la verginità alla giovane Beibei (Candy Wang), con la quale la bella Jieyu ha un conto in sospeso. Yifan, tuttavia, è più interessato a portarsi a letto la vedova Du Fenyu (Zhang Ziyi). Mo Jieyu opta quindi per un altro modo di vendicarsi. Scoperta l’attrazione reciproca fra Beibei e il suo insegnante di disegno Dai Wenzhou (Shawn Dou), la bella Jieyu alimenta la passione fra i due giovani facendo però in modo di separarli, combinando i rapporti così da ottenere quello che vuole. Il pericolo del titolo sta tutto nelle armi della seduzione e nelle conseguenze della gelosia. Egoismo e puro piacere personale sono portati all’estremo in una Shanghai fitta di decadentismo.

Per un po’ il gioco regge. Il fascino dei protagonisti è innegabile: Jang Dong-gun è perfettamente calato nel ruolo, un playboy naturale. La rigida Zhang Ziyi è il tesoro proibito, la fortezza impenetrabile che sfida Jang Dong-gun. Candy Wang è la purezza, l’innocenza da deturpare in puro stile Huysmans. Cecilia Cheung è il male celato nel corpo e nello sguardo di una donna splendida, quanto di più lontano dal tipetto sbarazzino che avevamo visto in Running on Karma. Ognuno di loro è sensuale, irresistibile. Un gruppo così interessante di personaggi è presto offuscato dalla messa in scena. Hur Jin-ho sembra più interessato agli ambienti, agli abiti, al lusso che circonda i protagonisti. Voluta o meno che sia, questa scelta risulta noiosa ed allunga fastidiosamente la vicenda. Tempi morti ve ne sono a bizzeffe e con un po’ più di talento in regia e in fase di montaggio si poteva facilmente ovviare, concentrandosi esclusivamente sugli intricati rapporti amorosi. Il prevedibile risvolto finale, inoltre, impiega fin troppo ad arrivare, e tutte le lacrime che seguono hanno il sapore dell’autoindulgenza più becera. Senza contare quel va e vieni di politica di cui non si sa cosa farsene in fin dei conti. Per tutto la durata del film si sente l’incertezza di Hur Jin-ho che per le mani si trova con materiale meno facile di quello che sembri. Tenere in piedi una storia di intrighi e passioni non è per tutti.
Preso per il dramma sentimentale che si propone di essere, Dangerous Liaisons può accontentare chi si lascia appassionare da storie del genere. D’altro canto, è difficile tenere vigile l’attenzione per tutta la durata. Non riteneteci responsabili di eventuali pisolini.

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