Dead Sushi

Voto dell'autore: 2/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,22/5: 9 voti]

Dead-sushiSushi volanti, sushi assassini, sushi con zanne e sushi con squame come rasoi, sushi che copulano e partoriscono centinaia di “sushini”, zombie al riso, uomini tonno, sushi cantanti, sushi a forma di corazzate giganti e volanti, sushi lanciafiamme. Questi sono solo alcuni dei (molti) ingredienti di Dead Sushi che nonostante il nome non è un Sushi Typhoon anche se si muove esattamente in quei territori utilizzandone cast e crew. Iguchi, il regista, noto ai più per The Machine Girl, RoboGeisha e Karate Robo Zaborgar riesce dove di solito non è mai riuscito ovvero nel ritmo. Se anche il film si smonta dopo la prima mezz’ora, appena scatta l’orrore, c’è da dire che i tempi e il ritmo stavolta riescono a non crollare e quei novanta minuti precisi scorrono con fluidità e senza grossa noia. La sezione di commedia è più accentuata e l’effettistica più tiepida (anche l’eccesso di sangue digitale e qualche set strategicamente coperto di nylon danno l’impressione di essere utilizzati per non inzaccherare l’unica location del film, un albergo, che è stato concesso alla produzione).
L’onnipresente Asami dà il meglio di sé nelle parti comiche dimostrandosi comunque un’attrice spigliata e a proprio agio in deliri del genere mentre si conferma una piacevolissima presenza l’atletica Rina Takeda (The Ancient Dogoo Girls, Karate Girl) nel ruolo della protagonista che ci mette di suo, grazie alle proprie note e discrete capacità marziali, nelle sequenze d’azione ben coreografate per questi standard. Gli effetti di Nishimura sono riconoscibili e si notano specialmente per una paio di sequenze gore e per l’ottimo uomo dalla testa di tonno. Il film in sé non c’è, è una scemenza messa in piedi al solo scopo di accumulare delirio grazie ad un continuo flusso di follie stavolta forse ancora più surreali e gratuite del solito. Nel mezzo alcuni buoni momenti (in cui è sempre coinvolta la Takeda) tra cui il tenero rapporto tra lei e un sushi alla frittata emarginato dagli altri sushi assassini e per questo vicino alla ragazza outsider.

Keiko (Rina Takeda) è la figlia di un grande cuoco; la ragazza è abile nelle arti marziali ma non nella preparazione del sushi e umiliata fugge di casa e trova lavoro come cameriera in un albergo. E’ qui che si trova a fare un gita aziendale un boss di un’industria e i suoi fedeli. Ma un vecchio socio, medico genetico, con cui aveva avuto degli attriti è giunto in loco per cercare vendetta. Lo fa rianimando un calamaro morto che poi semina morte e distruzione dando vita ad un esercito di sushi volanti e zannuti.

La solfa è la solita, il livello qualitativo del tutto simile a Horny House of Horror. Quindi solo per appassionati.

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