Death Note

Voto dell'autore: 3/5
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Death NoteUn successo talmente annunciato che non ha meritato neanche una particolare cura per realizzarlo. Questo è forse un sunto di quello che può essere un giudizio per Death Note. Il manga di Obata Takeshi è un vero e proprio culto, soprattutto per i giovanissimi, e ha generato una splendida serie televisiva anime che non fa assolutamente rimpiangere il prodotto da cui deriva. Naturale che si pensasse ad un film live, anzi ad una serie visto che di fatto Death Note ed il suo seguito, Death Note: The Last Name sono nati praticamente back-to-back, così come era quasi certo il riscontro di pubblico. Infatti, il prodotto ha soddisfatto le aspettative dei produttori. Probabilmente anche quelle del pubblico a cui erano dirette visto che alla fine sono riusciti a portarli al cinema. Male, perchè il film di Kaneko Shusuke (mestierante che ha più volte flirtato con il genere, alla sua grande occasione) non meritava certo tutto il guadagnato. Il potenziale della storia era decisamente alto. Per chi non lo sapesse, Death Note è la storia oscura di Light, un giovane ragazzo complessato, che trova una rubrica nera i cui proprietari dei nomi che vengono scritti sopra perdono la vita. Va da sé che il libello conferisce un incredibile potere al ragazzo il quale ne diventa assuefatto. Inoltre a questa maledizione si unisce la presenza di un demone dalle fattezze di un mostruoso punk, Ryuuk, che accompagnerà il protagonista nella vicenda. La storia prende una svolta meno intimista quando alle costole del libricino e quindi del suo possessore si mettono le forze dell’ordine coadiuvate dal fantomatico L, una presenza telematica che affronta i poteri occulti di Light con la tecnologia. C’è da dire che il manga è affascinante e in qualche modo coraggiosamente amorale nella sua ideologia, elemento che manca totalmente nel film il quale, nonostante una veste sontuosa ed una regia corretta, si annacqua in soluzioni narrative adolescenziali ed improbabili. Sono gli equilibri delle parti che mancano in Death Note e non c’è sicuramente la volontà di dare un qual si voglia messaggio sociale che sia pur politicamente corretto. La significativa freddezza dei comportamenti del Light cartaceo, così densi di significato sociologico, si scontra con il vacuo gelo del film che, proprio perchè costruito a regola d’arte seguendo regole commerciali, non dice proprio nulla.

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