Desire

Voto dell'autore: 4/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [5,00/5: 2 voti]

DesireLui è sposato con lei ma se la fa con un altro. Lei, dopo averli scoperti, va con l’altro, il quale, a sua volta, ha un’altra. Questa la situazione iniziale, da cui poi si svilupperanno ulteriori tradimenti e riconciliazioni, meschinità ed egoismi.
In verità, personalmente non ci aspettavamo altro che una storiellina esile con corpose scene di sesso, e invece è il contrario. Ovvero, le scene spinte sono inserite giusto per far rientrare il film nel genere, mentre il resto ha una valenza, una autorialità e una cura dei dettagli che lo accomunano più a un film “artistico”.
Nel particolare, a livello di sceneggiatura, la progressione narrativa decisamente originale con svariati salti di scene sottintende avvenimenti accaduti fuori schermo; mentre la carenza di dialoghi e le poche concessioni alla prolissità creano un’atmosfera quasi enigmatica, addirittura simbolica, donando alla pellicola un’aria misteriosa che la avvicina, ancora, più ad un film d’autore che a uno erotico.
Secondariamente, per quanto concerne la scena, la fotografia scura con colori pastosi, i tagli e la studiata composizione delle inquadrature (con giochi di specchi, di prospettive, di accostamenti cromatici), rivelano una cura prodotta da un lavoro meticoloso e sapiente, che accorda largo spazio agli elementi figurativi, togliendolo invece a quelli discorsivi, raggiungendo nel complesso un risultato straniante, ma quantomeno inusuale e intrigante.
In terzo luogo, da una parte il superamento e la depersonalizzazione proprio di quelle situazioni che dovrebbero permettere al film di rientrare nel filone erotico, e dall’altra la scelta di argomenti non certo convenzionali per il genere (omosessualità, noia e inconsistenza della vita, sfruttamento delle persone) allontanano Desire da facili classificazioni e concorrono a testimoniare la volontà di un’espressione libera e personale da parte del regista.
Infine, tutte queste caratteristiche, unite al continuo concentrare l’attenzione sui personaggi, risultano efficaci nell’elevare quello che avrebbe potuto essere un banale triangolo amoroso, permettendo agli attori di offrire molteplici e problematiche sfaccettature — molte delle quali negative — e alzando i toni di una vicenda torbida e disperata.
Leggiamo che il film trae ispirazione da Antonioni e dall’ umorismo buñueliano. Ora, non sappiamo quanto ci sia di vero, ma, anche senza scomodare grandi registi, sicuramente la forza del soggetto e la descrizione della vita di una coppia benestante annoiata, disillusa e senza prospettive, vanno ben più in là dell’intrattenimento offerto da un qualsiasi film da botteghino, muovendo nello spettatore pensieri e sensazioni forti.
Girato e presentato a Locarno nel 2002, è uscito nelle sale coreane solo nel 2004. E’ disponibile in dvd nella versione coreana, con parecchi extra, e in quella cantonese, a prezzo budget.

Glaciale e affascinante, Desire è una produzione tecnicamente superiore che guadagna rispetto per il fatto di essere così irremovibilmente contro le convenzioni commerciali del cinema coreano, anche a costo di alienare gli spettatori. (Kyu Hyun Kim)

CONDIVIDI: