Desires of the Heart

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,33/5: 3 voti]

Desires Of The HeartCinque donne e la loro ricerca dell’amore sono il fulcro di una commedia romantica che ha fatto ritrovare alla platea del Far East Film Festival (in cui il film era in concorso) la regista del tenero You and Me passato, e piaciuto, a Udine nel 2006.

Ying, che crede nell’amore romantico e a 28 anni è ancora illibata, Ye, madre single delusa dagli uomini, Cong, erede di una fortuna ma alla ricerca di un uomo buono che la ami per quel che è, Xiaomei, bella e affascinante, che accetterebbe un marito solo se ricco sfondato, e Yajuan, cinquantenne pratica che vuole un nuovo compagno con cui trascorrere semplicemente la vita di tutti i giorni, sono lo specchio di una metà del cielo che va affermando a voce alta il proprio ruolo nella società cinese, come anche l’ultimo Tsui Hark, All About Women, anch’esso in palinsesto al Far East Film Festival 2009,  ci racconta.

Partito come la storia di un uomo che seduce e inguaia cinque donne, Desires of the Heart è divenuto, alla fine di una travagliata lavorazione dovuta soprattutto all’abbandono del progetto da parte di You Ge (che ha scelto di dedicarsi solo al suo ruolo in If You Are the One di Feng Xiaogang), un film collettivo in cui le donne raccontano, come appunto il titolo inglese svela, i desideri del proprio cuore, senza ambizioni di analisi o di studio del comportamento femminile di fronte all’amore, ma con il gusto genuino di narrare le loro storie per vedere come vanno a finire, dove la vita le porta.

E quel che Ma Liwen ha apparecchiato è alla fine una tavola strapiena di portate, che mescola i gusti e le vicende, e che ti sa saziare con il suo ritmo serrato e i suoi toni cangianti che passano con grande agilità di scrittura dal romantico allo psicologico, dall’allegria della commedia al dolceamaro della farsa.

La regia è scoppiettante come il genere richiede, ma la cosa più bella del lavoro di Ma Liwen è la capacità di dipingere le situazioni del quotidiano, e le pulsioni del cuore con una stessa, leggera grazia, che fa trascorrere davanti agli occhi dello spettatore le gioie come i dolori in un flusso di immagini continuo e – perché non usare il termine anche per una commedia come questa – spettacolare.

Grande merito va anche alle prove delle sue protagoniste: Zhang Ying e la sua problematica trentenne illibata e difficile, Vivian Wu con la sua indipendenza e la sua solitudine di madre single, Song Jia e la sua dolce e sognatrice giovane ereditiera, Li Xiaolu e la sua fascinosa e pratica cacciatrice di milionari, e Yuen Chao con la sua attempata e grintosa donna di mezz’età che rivendica la felicità anche davanti a chi le dice che è fuori tempo massimo.

Cinque storie che si toccano solo di striscio, ma che, unite dalla bravura di una regista che si conferma (anche col discreto successo di pubblico raggiunto in patria dal film) capace di interessare e intrattenere con lievità e serietà, compongono un film spumeggiante e originale.

CONDIVIDI: