Detective Chinatown 2

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Detective Chinatown 2 è stato uno dei maggiori incassi dell’anno in Cina, guadagnando 470 milioni di euro, molto più di Avengers, cinque volte Black Panther, 13 volte The Last Jedi e, nel momento in cui scriviamo, è il terzo maggiore incasso della storia in patria. Segue due colossal bellici come Wolf Warrior 2 e Operation Red Sea e precede una commedia sofisticata e d’autore come Mermaid.

Com’è possibile che una commedia così mediocre e grossolana, sequel di un fortunato film di tre anni prima, abbia quadruplicato gli incassi del precedente conquistando tali record?

L’unica risposta papabile è, di nuovo, l’ipotesi della presenza di un pubblico macroscopicamente vario e stratificato, che si muove trasversale e/o alternato a generi e umori. L’ipotesi invece più specificatamente filmica è che in un certo senso Detective Chinatown 2 non incarni altro che il classico film di Hong Kong da capodanno cinese (ne è la riprova la presenza di danze, musiche, e attori che porgono gli auguri “in camera”, sul finale) rinnovato, modernizzato e virato in chiave continentale.

Erano spesso, non sempre, commedie inoffensive, colorate, sconclusionate che incassavano grandi cifre, erano i film da andare a vedere durante il capodanno lunare. E così è stato. Paradossalmente più che la location “esotica” rappresentata da New York è proprio la tradizione locale ad essere la fonte di attrazione; capodanno cinese, chinatown, FengShui, tao.

Anche se il tutto viene avvicendato a caso lungo il tessuto narrativo tra gag da asilo nido o da animazione da campeggio e alternanza nella risoluzione dei casi senza soluzione di continuità tra scienza, deduzione e geomanzia.

A New York, viene attivato un raduno dei migliori detective del mondo al fine di scoprire il colpevole di un omicidio che ben presto si rivela essere solo la prima vittima di un serial killer. Tra twist improbabili, sequenze idiote che arrivano direttamente da Scuola di Polizia, un cast stellare (oltre ai noti del primo film, troviamo Michael Pitt (Funny Games), Satoshi Tsumabuki (Josee, the Tiger and the Fish), Natasha Liu Bordizzo (The Greatest Showman)) tutto sembra essere speculare al primo; un buddy movie che a tratti ci ricorda l’indiano Dhoom, con battute scorrette e razziste, tanta grossolanità e in mezzo, improvvisamente, guizzi di ottimo cinema.

Sembra quasi un atto di terrorismo cinefilo il trovare idee così riuscite all’interno di un prodotto così esile. La comparsa in scena poi di Yuen Wah, regala uno dei corto circuiti metafilmici più geniali della storia del cinema che decidiamo di non rivelare in questa sede.

Ad oggi quindi Detective Chinatown 2 è un film di bassa qualità che poggia sui suoi attori e personaggi fortunati, su automatismi narrativi e su un successo abilmente orchestrato. Per chi è curioso delle strade che il cinema sta percorrendo, qui potrà avere delle risposte.

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