Devil Fetus

Voto dell'autore: 4/5
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Devil Fetus è uno dei più amati e acclamati horror di Hong Kong del periodo in cui i film del genere erano puri, ovvero ancora non contaminati da altri stimoli, specie la commedia, che raggiungerà la perfetta alchimia con la saga di Mr. Vampire e deflagrerà un buon decennio dopo con l’esplosione dei categoria III.
Non che Devil Fetus sia un film rigorosissimo, visto che comunque alterna magia nera locale e sequenze più suggestive e tese, esorcismi e effetti gore di alterna fattura, in un limpido inno al delirio a volte già intravisto anche in occidente, a volte liberissimo, inedito e oltre i livelli di guardia. Questi film poi sono così saturi di stimoli e di blocchi folli che sono tra i pochi di cui vale la pena riportare un accenno di trama.

Una donna compra ad un’asta uno strano vaso di giada dalla forma vagamente fallica. A casa inizia a masturbarcisi e questo anziché il genio di Aladino rivela un demone untuoso che si accoppia con lei. L’ingresso improvviso del marito produce il danno; prende il vaso e lo spacca gettandolo a terra. Dai cocci si leva un vapore che investe l’uomo. Il corpo di questo si copre istantaneamente di piaghe purulente e inizia a marcire producendo vermi. Si getta dalla finestra. Passa poco tempo e la donna sarà gettata dalle scale dall’ennesimo gatto volante degli horror locali. Durante il rito funebre i sacerdoti vedono attraverso la bara che il ventre della donna si gonfia rivelando il frutto del peccato, una sorta di feto mostruoso. I sacerdoti riescono a bloccarlo e danno tutte le giuste raccomandazioni per far si che la maledizione si plachi. Dieci anni dopo invece la creatura si libera, prima possedendo un cane ipersessuato, poi un ragazzo della famiglia. Sarà continuo massacro fino allo scontro risolutivo finale ad alto tasso di emoglobina.

Gli ingredienti culto sono numerosi, un uomo che apre lo stomaco del cane e ne divora le viscere, una ragazza che vomita vermi, una stanza le cui pareti si stringono spiaccicando il malcapitato ivi rinchiuso, un turbinoso e delirante scontro di magia nera, levitazioni, qualche sequenza di nudi femminili e il gran finale gore con la creatura decapitata cinque volte e dal cui collo emergono ogni volta tentacoli con teste all’estremità tipo giraffa, geiser di sangue arcobalenici, corpi che si sciolgono.
Film ambizioso che non spesso regge l’impalcatura a causa di effetti poco all’altezza, specie quelli ottici di pessima fattura mentre i numerosi momenti realizzati a passo uno (incluso il finale in stile La Casa) sono efficaci, e il tipo che si apre in due a mò di giubbotto per lasciare uscire il demone è divenuto simbolo stesso del film e riportato sui poster ufficiali. Come spesso accade, a fronte di borghesi spaesati e giovani lassisti e superficiali a salvare la giornata è la silenziosa anziana saggia, l’unica a capire e cercare di prevenire (un po’ come in Devil’s Woman) il male.
Il regista al suo apparente esordio è però un veterano della fotografia, e curando anche quella di questo film mostra un ottimo mestiere in alcune sequenze particolarmente suggestive in cui la luce si palesa in forma molto presente e viva.
Del film esistono numerosi edizioni in VCD, DVD, e laser disc, ognuna con diversi tagli di censura che il più delle volte vanno a toccare le sequenze di nudo.

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