Devil Hunters

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Ed ecco un altro film di cui è sempre un’impresa visionarne copie che abbiano un senso tant’è che non ci risulta nemmeno un’edizione DVD locale (se avete prove del contrario, segnalatecelo pure) ma solo una in VCD. In Europa sono invece appurati un dvd tedesco e una vhs ma orribilmente doppiati in tedesco e inglese. In questo caso il film è stato arbitrariamente rinominato Ultra Force 2 come ad inserirlo all’interno di una inesistente saga il cui primo capitolo è Killer Angels e il terzo Under Police Protection, film senza nessun legame tra loro se non quello di avere Moon Lee nel cast. Probabilmente il tutto per seguire la moda delle saghe action hongkonghesi dell’epoca importate con “successo” in occidente, come In the Line of Duty e Aces go Places.
Il regista del più riuscito Dreaming the Reality dirige un altro di quegli oggetti culto che si muovevano paralleli, con minori risorse investite e minore piglio autoriale al cinema balistico del periodo sorto con prepotenza dopo il successo dell’opera di John Woo. A fronte quindi di una narrazione esile vengono proposte allo spettatore una continua sequela di sequenze d’azione quasi interamente risolte con armi da fuoco, seguite a ruota da arti marziali e qualche scena automobilistica. Il cast di tutto rispetto riesce naturalmente ad offrire altissima spettacolarità e competenza atletica a fronte di coreografie sulla media (alta) del periodo perennemente votate alla brutalità e all’eccesso. Meno crudo di altri titoli, privo di sequenze esplicitamente gore (anche se la violenza è continua e perenne, sempre bagnata di fiumi di sangue) e di sesso, raggiunge una sola vetta di perturbante sopra le righe quando una donna viene legata, cosparsa di cavallette, torturata e poi stuprata.
Un giovane Francis NG di inizio carriera nei panni del villain è forse quello meno atletico ma è affiancato da due delle dive del genere (Moon Lee e Sibelle Hu) e da altrettanti comprimari del calibro di Ray Lui, Michael Chan e Alex Man.
Il film sarà però ricordato per possedere uno dei finali più letteralmente incredibili della storia del cinema. O meglio, non ha un finale. Nel climax del combattimento di chiusura un’esplosione fa deflagrare un appartamento e i tre protagonisti si gettano dalla finestra in fiamme. Il film si blocca e finisce in quell’istante con un pannello che spiega che a causa di un eccesso di esplosivo usato e di un tempismo sbagliato i tre sono realmente finiti in ospedale con gravi traumi fisici che ne hanno impedito il ritorno sul set. Intravediamo infatti Sibelle Hu saltare dalla finestra avvolta dalle fiamme tipo torcia umana mentre Moon Lee segnerà il suo grande incidente/medaglia all’onore tipico dei migliori colleghi del periodo come Jackie Chan e Michelle Yeoh, e subirà ustioni di terzo grado su viso e corpo. Era tipico del periodo a causa di poco chiari diritti sindacali che gli attori/atleti anche più referenziati e pagati effettuassero gli stunts senza controfigure uscendone spesso con gravi infortuni. I titoli di coda del film scorrono su articoli di giornale che raccontano il drammatico incidente sul set.
Di nuovo, solo ad Hong Kong.

CONDIVIDI: