Dragonblade

Voto dell'autore: 3/5
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DragonbladeA poche settimane dall’uscita di Kung Fu Hustle, che chiudeva l’anno precedente, ecco aprire l’anno successivo un altro film di arti marziali (ibridato di sensibilità wuxia e fantasy), DragonBlade. La particolarità che colpisce e che può focalizzare l’interesse sul film è la caratteristica di essere stato il primo lungometraggio d’animazione 3D di arti marziali. Prodotto da Stanley Tong (Terremoto nel Bronx, Police Story 3 e 4), regista aficionado di Jackie Chan e realizzato ad Hong Kong, il film adotta uno stile grafico abbastanza smussato con una tendenza decisamente cartoonistica, in parte lontana dal fotorealismo di prodotti analoghi. Il difetto maggiore è nei visi dei personaggi spesso troppo stilizzati e netti, con i dettagli quasi incollati il cui effetto finale può vagamente ricordare Mr. Potato (o un filmato per la prima Playstation). Mentre vanno apprezzati i bei fondali, il character design e le animazioni, che soprattutto durante le complesse sequenze coreografate, spesso liriche e colme di dettagli pregiati, riescono ad evocare un certo senso del meraviglioso. Raggiungere questo risultato non è stato facile visto che a causa della complessità di queste scene è stato impossibile utilizzare la motion capture sugli attori. Si è quindi optato per un estenuante lavoro di “key framing” su riprese live fatte in Cina durante delle performance dal vivo. La troupe si è recata nella Cina continentale, nella provincia di Shandong, dove risiede un campo d’allenamento di esperti artisti marziali di Wushu. Tornati ad Hong Kong queste riprese sono state integrate con dei lavori di wirework realizzati in loco. Infine la “DCDC, compagnia di Hong Kong attiva nel 3D (responsabile degli FX di Fantasia, di The Myth, oltre ad aver prodotto videoclip, spot e una serie TV, i Butt-Ugly Martins), ha assemblato e prodotto il lavoro finito. Il risultato finale a livello tecnico si attesta indicativamente sui livelli del primo Shrek, sorpassandolo abbondantemente nelle sequenze action. Il target del film è abbastanza giovane, la storia semplice ma ben scritta e diretta e regala anche dei personaggi interessanti. Magistrali alcune sequenze come il duello al chiaro di luna tra il protagonista, Lang e la ladra buona, la sensuale Night Thief, e trovate come quella dello skate ottenuto legando sotto una tavola in legno un abaco cinese.
Lang ha visto andarsene il proprio sifu in ricerca della mitologica Dragon Blade e rimasto solo non gli resta che seguire i corsi scolastici del Master Wu e trovare il tempo di innamorarsi della bella Ying Ying. Nel frattempo la città è scossa da due diversi pericoli, una tenace ladra che ruba ai ricchi (il governatore Lord Ko e il suo lascivo consigliere) per dare ai poveri e una creatura ciclopica portatrice di distruzione. Il governatore decide che è il momento di licenziare il proprio “town sheriff” Masu e di trovare altri validi guerrieri per proteggere la città; per fare questo organizza un letale torneo di arti marziali truccato a cui prendono parte combattenti da tutta la contea. Intanto il nome della mitologica spada diventa sempre più importante rendendo la Dragon Blade oggetto imprescindibile per salvare la città e gli affetti. Vigila su tutto, Bali-Ba, strana e piccola creatura giallastra dalla voce stridula.
Logicamente come spesso accade in questi casi le voci sono affidate a delle presenze vip. La creaturina è infatti doppiata dalla brava Sandra Ng (Juliet in Love), ma il film garantisce la presenza di altri nomi noti come Karen Mok (Black Mask), Daniel Wu (New Police Story) e Stephen Fung (House of Fury).

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