
Interpreti : Louis Koo, Miriam Yeung, Flora Chan, Joe Lee Yiu-ming, Cheung Tat-ming, Wyman Wong Wai-man, Yuen King-tan, Lo Meng, Matt Chow Hoi Kwong, Chapman To Man-chat, Wong Yat-fei, Soi Cheang Pou Soi
Produzione : Virus Action Ltd & Fresh Air Team Ltd
Soggetto: Wilson Yip Wai-shun
Sceneggiatura : Kwok Tsz Kin, He Gu, Eileen Yeung
Direttore della fotografia : Poon Hang Sang
Montaggio : Cheung Ka Fai
Musiche : Dennie Wong, Schumann Lee
Data di uscita : 18/04/2002
97'
Niente di nuovo sotto il sole, MA. Wilson Yip, fattosi un
nome con gioielli del calibro di Bullet Over Summer
e Juliet in Love, sembra ora cercare il successo
facile affidandosi ad una storia convenzionale e ad un cast
inattaccabile per regalare allo spettatore l'ennesima commedia
sentimentale, tanto improbabile quanto irresistibile. Di nuovo
due universi, fisici, sociali, caratteriali sono posti in
collisione e tanti sono gli ostacoli messi in scena e frapposti
tra i due innamorati tanta sarà la gratificazione di
fronte all'happy end finale. Ma la convenzionalità
del prodotto è un difetto poi? No, in questo caso no.
Lo spettatore fruisce esattamente di ciò per cui ha
pagato, la storia risulta nonostante tutto fresca, piacevole
e coinvolgente, allietata da una sottile vena parallela di
candido kung fu. Il regista sembra abbandonarsi di fronte
alla furia recitativa e all'istrionismo dei due protagonisti,
soprattutto Miriam Yeung (Love Undercover,
Dumplings) e li lascia muoversi e raccontarsi
davanti alla macchina giostrando poi la sequenza successivamente
col montaggio. E il film si sviluppa con coraggio e con quella
classe che posseggono solo ad Hong Kong, diventando duro e
coraggioso (sangue e vomito, non proprio due ingredienti classici
della commedia sentimentale tenera e sofisticata) quando serve
e cinico quando il cuore dello spettatore richiede di essere
sgretolato. In quei momenti una leggera carrellata e la appurata
sapienza tecnica del regista esce fuori, competente. Miriam
come già detto è incontenibile, una regina indiscussa
della scena, Flora Chan (così come lo scomparso Joe
Lee) ha carisma da vendere e Yuen King-tan (Electrical
Girl), ci regala un'altra mutazione grottesca
del proprio corpo esilarante. Nonostante quindi ci troviamo
di fronte ad un film comunque riuscito e piacevolissimo resta
l'amaro per vedere sprecato il talento del regista in prodotti
più che dignitosi (Biozombie, The
White Dragon, 2002) ma lontani anni
luce dai due capolavori sopra citati. Rimedierà pochi
anni dopo con il durissimo SPL.
a cura di CZ:
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