East Meets West 2011

Voto dell'autore: 4/5
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EastMeetsWest2011Ad Hong Kong ormai sono ben pochi i registi che riflettono sul linguaggio filmico con la stessa forza ed entusiasmo di quindici anni fa. Uno è Tsui Hark, un altro è sicuramente Jeff Lau. Il regista partendo vagamente da origini letterarie (il titolo di lavorazione era The Eagle Shooting Heroes 2011, quasi un remake o sequel del suo precedente film omonimo parzialmente legato ad un ciclo letterario di Jin Yong) produce un flusso di nonsense griffato e luccicante che può vistosamente ricordare lo Tsui Hark di All About Women. Ma nel senso interno siamo di nuovo dalle parti del precedente Just Another Pandora Box. Se nel film poi di appena un anno fa, Metallic Attraction: Kungfu Cyborg, la storia era più importante ma limitava la partitura tecnica e la libertà strutturale, oltre a venire stuprata da un digitale assolutamente fuori tema, in questo film l’esile narrazione è quasi un pretesto per innalzare un monumento filmico di rarissima forza ed inventiva.

La guerra tra divinità immortali si svolge nei secoli con il perenne tradimento di Yaksha che stermina i suoi sette compagni. L’ennesima reincarnazione avviene nella contemporaneità e 7 casi umani maleassortiti sono loro malgrado catapultati nei panni di super eroi per battersi di nuovo contro la loro nemesi. Il loro look pittoresco e i loro anomali superpoteri (uno di essi interpretato da Ekin Cheng cattura i nemici inglobandoli dentro dei ravioli al vapore giganti) saranno esili parvenze di forza contro l’apparentemente invincibile nemico. Ma se ci si mette l’amore?

Quasi tutti attori noti e referenziati diretti magistralmente (in questo il regista è innegabilmente talentuoso), una cura dei costumi maniacale, un citazionismo non eccessivo come in Just Another Pandora Box ma comunque presente e vistoso e un fiume di invenzioni senza apparente limite. La prima parte è sicuramente più riuscita della seconda in cui gli accessi sentimentali vanno a disequilibrare il mélange dei vari ingredienti. E’ un peccato notare come Jeff Lau sia ancora uno dei registi più stimolanti sulla piazza ma purtroppo con storie da raccontare non all’altezza. Il resto dell’apparato produttivo è proprio del grande cinema, l’intrattenimento è assicurato e l’interesse per la narrazione secondario, tale da far passare in secondo piano il cosa si stia raccontando in virtù del come; il risultato è refrigerante ma si auspica vivacemente una maggiore attenzione alla fase di scrittura. Cinema vivo comunque, ancora libero, nobile, alto, luccicante, caldo e poetico, nel grande furore di inutilità e esilità di tanto cinema contemporaneo East Meets West si ritaglia comunque un posto più che dignitoso tra le visioni più refrigeranti del 2012 filmico.

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