Erotibot

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ErotibotLa frenesia produttiva di Naoyuki Tomomatsu è direttamente proporzionale alla qualità finale del prodotto? Sicuramente il regista è un abile ottimizzatore dei tempi e dei budget; il suo capolavoro, Stacy, è stato girato in poco più di una settimana e il nuovo film Lust of the Dead in appena 40 ore. E’ probabilmente questa sua capacità nella gestione dei tempi produttivi a permettergli di girare film a raffica; i tre film sui robot (Maidroid, Maidroid vs Hostroid Gundan e questo Erotibot), successivamente la fusione di maid e vampiri in Vampire Sex Diaries e nell’immediato futuro il ritorno ad un film sugli zombie, Lust of the Dead, dopo appunto Stacy e Zombie Self-Defense Force. Questo Erotibot è sicuramente migliore di Maidroid vs Hostroid Gundan ma meno personale e intenso di Maidroid. Ci stiamo avvicinando più nella zona dei Sushi Typhoon, quindi, con effetti surreali, robot gommosi, effetti digitali artificiosi e un pugno di pin up “note”, in questo caso la divetta assoluta Asami e la “acclamata” pornostar Maria Ozawa. Si inverte anche la norma dei due precedenti film di questa ideale trilogia di sesso e robot in cui la maidroide era schiavetta sessuale di un padroncino umano.

Qui un trio di maggiordomi robot sono al servizio di un’ingenua adolescente ricca, prossima a ricevere l’eredità totale del vecchio patrigno. Ma nel gioco dell’eredità entrano in scena una coppia di sensuali, prosperose e violente pin up e uno scontro tra robot di volta in volta vanitosi o mortificati per la presenza o meno di una patch aggiuntiva del loro software (sia questa sessuale o riferita a particolari bonus).

Ironia, melodramma di bassa lega, azione esilissima (addirittura è accreditata come stunt coordinator la stessa Asami) effettini ed effettacci e un paio di divertenti scene di sesso innocuo e ludico. Poco sangue, solo sul finale, gioco narrativo ormai collaudato e limato, e il solito pacchetto di scemenze che intrattengono senza annoiare per un’ora e poco più. Girato in video, con resa traballante e un’etica lavorativa liberissima, film come questi in Giappone escono normalmente in dvd, spesso arrivando anche con estrema facilità nei vari Festival e mercati occidentali.

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