Fantasia

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,25/5: 4 voti]

FantasiaIl 2004 esordisce ad Hong Kong con questo Fantasia, anomalo film del capodanno cinese, diretto, scritto, prodotto da Wai Ka-fai, spalla destra lavorativa di routine di Johnnie To. Fantasia è davvero un film incredibile, degno concorrente della precedente regia assolo di Wai Ka-fai, Too Many Ways to be a N.1. In questo viaggio ideale intrapreso ormai da tempo, fatto di studio e ricerca di un passato cinematografico glorioso, rielaborazione e produzione di nuove forme espressive (la fusione di stili, umori e generi e l’anacronismo delle coreografie in Running on Karma, l’adozione del Judo in Throwdown…), nel tentativo di farsi largo e dare nuova gloria al cinema di Hong Kong, il regista diventa una specie di campionatore stonato, uno specchio deforme da luna park di quaranta anni di cinema popolare.
E questo film è uno strano, assurdo, UFO incontenibile.
Così, Fantasia si costruisce per somma di mattoni, ognuno dei quali è in realtà un pezzo anatomico di un altro film degli anni 70 (prevalentamente) e dei fratelli Hui (soprattutto, ma non solo).
I primi 10 minuti sembrano un remake ufficiale di Security Unlimited di Michael Hui. Stesse gag (quella delle braccia ingessate, i sarcofagi di giada), stessi “attori”, Lau Ching-wan che imita Michael Hui, Louis Koo che fa Sam Hui e Jordan Chan che fa Ricky Hui.
Poi il film si rivela. Ambientato nel 1969 è un continuo omaggio/citazione al cinema dell’epoca. Tutti i film di Michael Hui e tutte le sue gag più famose vengono recuperate, dalla sequenza della cucina, delle salsicce e del pesce sega, le gag nell’ufficio, le rapine nei vicoli, la scena della rapina di massa nel cinema provenienti da The Private Eyes, altrettante da Security Unlimited e le musiche, provenienti direttamente da The Last Message. Improvvisamente però arriva Cecilia Cheung vestita da Harry Potter, ma subito lascia la sua divisa per adottare il look classico di Josephine Siao nel ruolo di Lam Ah Chun della nota trilogia (il cui ultimo capitolo Plain Jane to Rescue fu diretto da John Woo). Ma non basta. Piomba nel caos all’improvviso un magistrale-magistrale Francis Ng nel ruolo di un villain tutto pose e facce, che ricalca quelle di Shek Kin, noto villain del cinema di Hong Kong. Infine le onnipresenti Twins che rifanno una nota coppia degli anni 60, le Chopstick Sisters. Citazioni da Jurassic Park, Harry Potter, e la stessa scena della cucina dei fratelli Hui, ma stavolta la bocca dello squalo viene utilizzata come fauci da un mostro verde realizzato in 3D che caga montagne di escrementi rosa. E poi l’impiccagione multipla proveniente direttamente da Aces Go Places ma moltiplicata per 2, nello stesso set. Se l’idea può sembrare sterile il risultato è totalmente coinvolgente. Vedere Francis Ng ricoprire il ruolo di Shek Kin, ma soprattutto, Lau Ching-wan duettare sul finale con lo stesso Michael Hui che  si complimenta per la riuscita imitazione è da storia del cinema (Michael Hui che fa il capo mago di Hogwarts). Grossa sorpresa gli attori. Lau Ching-wan conferma la sua classe, tanto che all’inizio quasi lo si scambia per il vero Michael Hui. Francis Ng è a livelli altissimi, esilarante, così come Cecilia Cheung, davvero in ruolo. E poi un coinvolgente numero musicale (che ne ricalca uno simile del film The Last Message) con Louis Koo che canta come Michael Hui in un gruppo in cui suona anche Tommy Wai. Lo stile del regista c’è tutto, meno estremizzato di Too Many Ways to be a N.1 ma a buoni livelli di sperimentalità. Le gag e le citazioni (le ventose, il corso di guida da Security Unlimited) si accavallano spesso senza un filo conduttore o un senso apparente con risultati davvero surreali ed esilaranti.
Certo, per carpirne almeno il 50% bisognerebbe conoscere almeno un pò il vecchio cinema (e la cultura) dell’ex colonia tante sono le citazioni (il mostro in CG è tratto da un vecchio spot ecologista, al cinema proiettano un vecchio film di Master Q). Immaginiamo quanto si possano essere divertiti gli spettatori locali. Ci è poi venuto in mente un film come Just One Look che accusavamo di un basso rispetto filologico; questo film rimedia totalmente in merito. Cameo inoltre di Erik Kot e un altro “fotografico” (ed irresistibile) di Andy Lau.
Raccontare il “soggetto” è un’impresa, quindi accontentatevi dei pareri entusiastici. Fantasia è un gran film, interessante e sicuramente da vedere; anche cogliendo solo il 20% delle citazioni ci si diverte in modalità semi demente dall’inizio alla fine. Sperimentato anche in Italia all’interno di una rassegna video organizzata dal nostro portale, ha riscosso un notevole successo di pubblico.

CONDIVIDI: