Fox Hunter

Voto dell'autore: 4/5
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Fox HunterGli action balistici prodotti ad Hong Kong sono generalmente divisi in tre categorie; i capolavori, i medi e gli infimi. I capolavori ovviamente sono imprescindibili, i medi sono dei film straordinari e che formano il contesto, solitamente penalizzati solo da sceneggiature non all’altezza. Gli infimi sono prodotti abborracciati, facilmente trascurabili, ma che spesso (come in molti Naked Killer.');" onmouseout="tooltip.hide();">women with guns) contengono quei picchi di originalità o dei tocchi di classe che li impregnano comunque di un soffuso interesse. Fox Hunter appartiene alla seconda categoria e a collocarlo appunto in quella zona è proprio una sceneggiatura media che non racconta nulla (di nuovo). La storia non è certo l’interesse primario del regista (che l’ha anche scritta), uomo di cinema interessante, tutto da riscoprire, che ha come evidente, unica ambizione, quella di creare uno spettacolo pirotecnico con il suo notevole mestiere e classe. Stephen Tung Wei è noto soprattutto come coreografo; il suo nome non gode di un’elevata risonanza forse solo per il fatto di non possedere uno stile riconoscibile (come accade ad esempio per uomini come Ching Siu-tung, Yuen Woo-ping o in minore misura Yuen Kwai). Non per questo è meno talentuoso dei colleghi, tutt’altro, il suo mestiere indiscusso si è sempre mosso aderendo con abilità alle richieste dei registi, producendo lavori di incredibile pregio e fama. Sua è la firma infatti dietro alle coreografie (spesso dividendola con altri colleghi) di The Blade, Seven Swords, Battle of Wits, The Promise, Pom Pom and Hot Hot, Return Engagement, As Tears Go By, A Better Tomorrow. Forse il suo nome è più sintomatico quando è abbinato proprio a generi urbani, forse si trova più a proprio agio con le pistole che con le spade, o almeno è in questo campo che mostra le migliori capacità e questo film ne è la prova.
Fox Hunter racconta la storia di una fragile poliziotta, Yuen Ling (Jade Leung) che per recuperare credito con i suoi superiori accetta una delicata missione per catturare un violento criminale mainlander di passaggio ad Hong Kong, travestendosi da prostituta in un locale gestito da un insopportabile “protettore”, Chan Hong (Jordan Chan). La trappola sfocia nel sangue, la ragazza viene ferita, stuprata e quasi uccisa tramite una trappola dinamitarda (specialità del criminale) e l’uomo riesce a fuggire tornando in Cina, non prima di avere abbattuto anche lo zio della ragazza. Scatta così la fase “B” in cui Yuen Ling parte alla volta della Cina in cerca di vendetta, trascinandosi dietro Chan Hong, unica persona capace di intercettare il violento assassino, tramite i suoi contatti nel mondo malavitoso.
Il film è pregiato da delle ottime, complesse e spettacolari sequenze balistiche differenti dal classico metodo post John Woo. La finezza regna sovrana, in una fluidità esemplare dei raccordi, movimenti di macchina decisamente competenti all’interno dei set deflagrati, profondità di capo giostrata con assoluta consapevolezza, tensione elevata in una sorta di kung-fu del proiettile dove i corpi sono perennemente a rischio, e il cui maggiore problema è quello di evitare l’impatto del colpo; l’evento è diretto con una competenza straordinaria rendendo palpabile la tensione continua interna alla sequenza. La gestione degli spazi, la fluidità e l’inventiva avvicina più il film, almeno tecnicamente –fatti i debiti paragoni- ad un Time & Tide che ad un film di Woo. In queste brillanti coreografie il regista si fa aiutare da due colleghi fedeli con cui ha diviso tanti set (As Tears Go By, Return Engagement); Tony Poon Kin Kwan e Benz Kong To Hoi, già noto attore in molti film di Wong Kar-wai (2046, Fallen Angel, As Tears Go By). Jade Leung che interpreta la protagonista, nota soprattutto per il plagio hongkonghese di Nikita intitolato Black Cat, regala qui una delle sue migliori performance, mentre Jordan Chan, nei panni di un personaggio irritante e con una recitazione perennemente sopra le righe funziona solo in parte. Più convincente del solito invece un monolitico Yu Rong Guang, nei panni di un poliziotto mainlander. Il produttore del film è nientemeno che Joe Cheung, già regista di lavori folli e sorprendenti come Return Engagement e Pom Pom & Hot Hot. Fox Hunter è un piacevolissimo action balistico tutto da riscoprire e che farà la felicità dei fans del genere, nella sua tipicità Hongkonghese.

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