From Vegas to Macau

Voto dell'autore: 3/5
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From Vegas to Macau (anche noto come The Man From Macau) è un nuovo capitolo della storica saga di God of Gamblers a vent’anni di distanza dall’ultimo film. Saga epocale che aveva codificato e rilanciato il filone sui giocatori d’azzardo dotati di super poteri o strabilianti capacità di baro nel periodo in cui Wong Jing generava un nuovo genere dietro l’altro con una profusione di idee innovative di spaventosa frequenza. Ma il titolo in effetti non è God of Gamblers, per il semplice fatto che Chow Yun-fat non interpreta quel personaggio bensì un suo simile, ricco giocatore d’azzardo costretto a passare all’azione quando la polizia prima e l’attentato ai propri affetti poi lo metteranno alla prova. Sul finale, che probabilmente esalterà i fans, il protagonista si troverà anche faccia a faccia con il vero “God of Gamblers” dei ’90 in una breve sequenza epica e irresistibile che mette a confronto due Chow Yun-fat con in sottofondo un remix della colonna sonora originale.
Dei predecessori non ha però la furia e l’innovazione e soprattutto la finezza dirompente delle sequenze d’azione dell’epoca. E’ tutto abbastanza indolore, colorato e pop, con molti effetti digitali che vanno a sostituire quelli ingegnosi del passato. Il tutto immaginiamo dovuto alla uscita per il mercato cinese mainlander che ha quindi imposto un alleggerimento di tutto ciò che potesse essere perturbante (un pò come nel nuovo Police Story di Jackie Chan). Per il resto c’è tutto quello che ha reso grande il regista Wong Jing, da manciate di ironia di pessima lega, briciole di melodramma, azione dispensata a piene mani e autoreferenze continue; più volte nel film si parla dello stesso Wong Jing ma la più divertente è quando un personaggio assume una droga che lo fa delirare iniziando a tessere le lodi del regista.
Ottimo cast con il duetto Nic Tse e Chapman To (in un anno particolarmente prolifico per l’attore) e un Chow Yun-fat che ritorna a gigioneggiare in un ruolo apertamente comico e sopra le righe.
Uscito durante il capodanno cinese ha ottenuto ottimi incassi ed è stato progettato come prima parte di un dittico il cui secondo capitolo è stato messo in immediata produzione.

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