Gamera: Guardian of the Universe

Voto dell'autore: 3/5
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421px-GameraGOTUposterSecondo solo a Godzilla in quanto a notorietà, Gamera è senza dubbio una delle creature simbolo del kaiju eiga. Nato come la risposta della Daiei al lucertolone della Toho, nel corso degli anni si è trasformato da mostro minaccioso ad eroe amico dei bambini, un mutamento analogo e decisamente più marcato rispetto alla creatura di Honda e Tsuburaya. La serie si interrompe al settimo film nel 1971 a causa della bancarotta della Daiei, e, se si esclude il film di montaggio del 1980 Gamera: Super Monster, il tartarugone a reazione sparisce dagli schermi per ben venticinque anni.

Nel 1995 la Daiei decide di resuscitare Gamera. Di acqua sotto i ponti ne è passata, e il contemporaneo reboot di Godzilla da parte della Toho ha cambiato le carte in tavola per quanto riguarda i kaiju eiga: le trame e l’universo in cui si muovono i mostri sono diventati più plausibili e coerenti, le storie hanno inglobato le ansie contemporanee legate all’ inquinamento e  all’ingegneria genetica, al tempo stesso  la messa in scena e gli effetti speciali sono divenuti sempre più complessi e sofisticati. Insomma, i tempi sono cambiati e non ci si possono più permettere le ingenuità degli anni Sessanta.

Rilanciare un personaggio così iconico è un impresa ardua e ricca di rischi, impresa affidata al regista Shusuke Kaneko, e  per quanto riguarda gli effetti speciali, al poliedrico Shinji Iguchi. Il risultato è ben al di sopra delle aspettative più rosee e  non è un caso se  Gamera: Guardiano f the Universe è ricordato come uno dei kaiju eiga più riusciti degli anni Novanta.

Nell’arcipelago di Goto si susseguono gli attacchi alla popolazione da parte di giganteschi volatili.  Nel frattempo  al largo delle coste del Giappone viene intercettata una misteriosa isola galleggiante dove vengono rinvenute lastre con incisioni etrusche (!). Intanto i giganteschi volatili (che dalle scritture trovate sull’isola apprendiamo chiamarsi Gyaos) spostano le loro scorribande dai villaggi sulle isole alle metropoli sulla costa. È proprio in questo momento di pericolo, che dall’isola galleggiante si libera Gamera, deciso a riprendere la sua battaglia contro i Gyaos interrotta millenni prima.

Kaneko svecchia la formula tipica del film di mostri che vede la storia divisa equamente tra le vicende umane e quelle dei kaiju, riesce a mescolare i due piani rendendo le sezioni narrative di cui sono protagonisti gli umani interessanti e incalzanti, facendoli divenire protagonisti della vicenda e non meri spettatori. Lungo il corso del film i protagonisti stringono uno strano legame di fiducia col mostro, in particolare l’adolescente Ayako che arriva ad avere con Gamera una simbiosi psichica e fisica, con i danni inferti al mostro che si ripercuotono sul suo corpo. Un personaggio che può essere visto come un evoluzione dell’infinita serie di bambini che nel corso degli anni hanno affiancato Gamera. In parallelo viene messa in scena la cocciutaggine e il fanatismo degli uomini delle istituzioni che, incapaci di orientarsi in questo nuovo mondo fatto di mostri e leggende, si ostinano a difendere il mostro malvagio Gyaos e a dare la caccia a Gamera.

Il design delle creature è stato aggiornato, un operazione la cui efficacia si nota soprattutto sui Gyaos, nemici storici della serie,  decisamente incattiviti e discretamente inquietanti, mentre il nuovo Gamera  è possente e “espressivo” al punto giusto. Le scene d’azione sono varie, originali e messe in scena con i tempi drammatici giusti. Kaneko e Iguchi, complice anche una combinazione di CGI e effetti classici, spingono sull’acceleratore rendendo i combattimenti dinamici, ammantati da una spettacolarità da manga, come nello scontro finale che culmina addirittura in orbita.

La carica innovativa di questo Gamera  Guardian of The Universe non è passata certo inosservata a pubblico e critica e il film ha generato due seguiti Gamera 2: Attack of Legion e Gamera 3: The Revenge of Iris.

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