Gangster Payday

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Lee Po-Cheung, carriera principalmente come sceneggiatore e assistente alla regia se ne esce nel 2014 con un noir parecchio anomalo; Gangster Payday possiede infatti tutte le marche semantiche del genere, inclusi alcuni degli attori più iconici, giovani e meno giovani (Anthony Wong, Michael Chan Wai-Man, Frankie Ng Chi-Hung e Patrick Keung Hiu-Man).
Con un buon colpo di scrittura che ne rivendica il talento, inserisce il lutto in testa e poi agisce di flashback evocando così un malessere diffuso e sospeso per tutta la prima parte. E’ quando questa tensione inizia a sfaldarsi e il film si esplica per quello che è, una sorta di gangsteristico agrodolce, che il film mostra il fianco. E a nulla serve una sequenza mortifera particolarmente intensa perché ormai il film è partito per la tangente. Nemmeno il finale riesce a cambiare le carte in tavola che si risolvono in un colorato happy end alla “volemose bene”.
In realtà c’è un buon polso specie nella prima parte che fa sperare per un ottimo noir tutto d’un pezzo, tra una fotografia satura ma ricercata e una Hong Kong particolarmente evocativa. Ma poi il film si diluisce e arriva ad assomigliare a quei noir/polizieschi abbastanza inoffensivi di trent’anni prima (come quelli di Danny Lee). Tutto sommato un buon lavoro ma dopo la prima mezz’ora in stato di grazia il film perde i pezzi della narrazione e la sceneggiatura indecisa e esile diviene un’arma a doppio taglio che getta il film dal gradino alto del genere più rigoroso giù verso il basso di un docile gingillino di intrattenimento comunque sentito e caldo. Poteva sicuramente andare meglio ma il cast da solo si trascina dietro comunque tutto il lavoro.

[nggallery id=2086]

CONDIVIDI: