Garo: Red Requiem

Voto dell'autore: 4/5
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Nel 2006, a qualche mese dalla fine della serie, nelle televisioni giapponesi era stato mandato in onda Beast of The White Night, speciale in due episodi, sorta di grande omaggio e regalo natalizio per gli spettatori di Garo, che aveva avuto un discreto successo in patria. Sembrava finita lì quando ben quattro anni dopo, nel 2010, esce nelle sale Red Requiem vero e proprio film che sfrutta oltretutto la nuova tecnologia 3D, attualmente di gran moda. Red Requiem si allontana da quello che era stato Beast of The White Night, ovvero puro fanservice relativo alla serie, atto a restituire tutti i personaggi già noti in un omaggio nostalgico. In questo caso abbiamo solo il protagonista Kouga/Garo in un nuovo contesto e con nuovi personaggi. Il risultato si risolve come una nuova puntata inedita ma più lunga e ricca che non ha bisogno di inserire forzatamente personaggi ma cerca di focalizzarsi sugli elementi da restituire in quell’ora e mezza.

Kouga giunge in città per fermare un nuovo orrore di particolare potenza, Karma, demone femminile che si muove attraverso gli specchi. Troverà in loco 2 sacerdoti e una sacerdotessa del Makai che gli daranno supporto.

Il budget per il film permette al creatore della saga Keita Amemiya di potersi sbizzarrire in ottime coreografie marziali (almeno nella media del cinema giapponese) e nella elaborazione di creature assolutamente pittoresche. Abbiamo già affermato che in Garo appaiono alcuni dei mostri e dei demoni più incredibili e particolari della storia del cinema e anche questo film non fa eccezione. Babel è una straordinaria creatura gigante quadrupede dotata di una testa a forma di surreale “ghigliottina” ma tutti gli sforzi sono dedicati alla creazione di quella entità assolutamente incredibile che è Karma e che fa coppia, superandola in complessità, con il boss finale della prima serie. Karma ha più forme in perenne evoluzione, passando dalla coloratissima versione da specchio, fino ad una a figura intera “umana” e mediamente nuda, fino a quella “kaiju” metallica/liquida in continua espansione. Un qualcosa di mai visto prima e così naif da ricordare per certi elementi il Legend of Zu di Tsui Hark. Abbiamo notato anche come spesso in Garo i demoni più potenti siano solitamente donne bellissime; in questo caso Karma è interpretato dalla brava e talentuosa pornostar part time Saori Hara. Al contempo anche la nuova sacerdotessa, Rekka, pur essendo a tratti poco spontanea e non possa rivaleggiare con la sua “gemella” della serie, Jabi, è incarnata con un certo successo dalla talentuosa Mary Matsuyama. Tutta la sequenza finale è puro delirio e follia visiva tipica dell’autore che magari non regala nessuna di quelle invenzioni climax tipiche della serie ma offre continui spunti di inventiva folle (la valigie/cane/robot da battaglia ad esempio) confermando la franchise di Garo come una continua lode alla fantasia al potere e come una delle saghe epiche più riuscite degli ultimi venti anni. Per soddisfare gli spettatori abitudinari che dai film pretendono comunque il riesumare di tutti i personaggi amati o l’evocazione di un’armatura magari inedita sarebbe arrivato di lì a poco, esattamente un anno dopo, un v-cinema dedicato ad un altro personaggio della saga, Kiba. Mentre molti degli elementi di questo film torneranno poi nella seconda serie, Garo: Makai Senki.

Gli eroi

I demoni

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