Ghostmaster

Voto dell'autore: 3/5
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A stretto giro dall’uscita del successo di Zombie contro Zombie (One Cut of the Dead) viene prodotto questo Ghostmaster ed è stato quasi impossibile non metterli in relazione.

I perché sono molteplici: commistione di horror e commedia, citazionismo esasperato e tendenza metafilmica.

Altrettanta distanza però si eleva tra i due titoli. Il primo era un film fortemente indipendente e low budget, con un buon concept, idee e una coerenza seppur frammentaria comunque convincente. Nascondeva dietro il metafilmico e il budget vistosamente esiguo, la povertà degli effetti speciali, una regia sfilacciata e si calava su attori poco noti ma composti.

Diversa la metodologia per Ghostmaster; attori anche di fama, una buona resa tecnica con una fotografia curata, una regia pulita e degli effetti speciali a tratti sopra la media, interessante commistione tra classici e digitali.

Cosa non funziona allora? Sempre la solita cosa, la sceneggiatura. Esile nella storia, stupida nello sviluppo, citazionista in maniera puerile e soprattutto con personaggi perennemente overacting dallo sviluppo anatomico circense.

E’ quindi tutto un profluvio di urletti, inciampi, corsette, battute infelici, ironia grossolana. Sorprende solo l’impatto di alcune sequenze ultragore (tra cui la prima) e la azzeccata e filologica citazione finale dello Space Vampire di Tobe Hooper.

Akira Kurosawa (sigh!) è un assistente alla regia in un set scalcinato. Ma nutre un sogno, quello di portare sullo schermo Ghostmaster film da lui scritto e la cui sceneggiatura porta sempre con sé. Questa prenderà possesso, come un demone, di un attore e questo a sua volta abbatterà nel modo più spietato e sanguinario tutti i membri della troupe.

Paul Young, padre americano e madre giapponese, laureato alla Tokyo University of the Arts Graduate School è alle redini di questo film, mostra idee e sicurezza, ma i contenuti sono davvero esigui e ridicoli anche per riempire una durata filmica tutto sommato modesta. E non gli viene in aiuto la sceneggiatura di Ichirô Kusuno, già autore di quella del live action di Tokyo Ghoul.

E’ un film che può avere comunque un pubblico anche in occidente, forte del citazionismo marcato di stampo internazionale e di un paio di colpi ben assestati nel campo degli effetti speciali splatter.

 

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