Girlfriend, Boyfriend

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GirlfriendBoyfriendTaiwan 1985, tre studenti del liceo si ribellano ai rigidi dettami degli educatori di partito pubblicando letteratura sovversiva, portando con orgoglio radicali tagli di capelli e mettendo in scena un’improvvisata danza collettiva nel giardino della scuola. E allo stesso tempo si lasciano trasportare dai desideri della loro età con un insoddisfacente triangolo amoroso che vede Aaron corteggiare Mabel che è innamorata, ma non corrisposta, di Liam.
1990, Liam e Aaron sono all’università, dove le proteste contro la legge marziale del gruppo studentesco pro-democrazia vengono duramente soffocate dalla polizia. Mabel, nel frattempo, è diventata la ragazza di Aaron che l’ha convinta presuntuosamente presentandosi come la “seconda miglior scelta” e, durante un’imponente manifestazione studentesca notturna, viene svelato l’anello mancante che unisce Liam nel triangolo di amori non corrisposti.
1997, un anno dopo le prime elezioni libere nella Repubblica di Taiwan, i tre protagonisti vivono infelicemente: Aaron si e’ sposato per le ragioni sbagliate ma ha ancora una relazione clandestina con Mabel, mentre Liam si e’ allontanato dal gruppo e soffre anche lui per una storia d’amore segreta. Nonostante l’evoluzione politica e sociale del paese, questa nuova libertà non sembra avergli garantito la felicità di cui erano alla ricerca.

Il regista, Gillies Ya-che Yang, ritrae con passione un vissuto che ha del sentore di autobiografia, ma scivola purtroppo avvicinandosi pericolosamente a uno stile da soap opera, soprattutto negli ultimi due capitoli del film, quelli che descrivono la Taiwan più recente.
Yang, in ogni caso, si dimostra molto abile nell’evocare sensazioni ed emozioni anche in quei gesti quotidiani che sembrerebbero privi di importanza per la storia, aiutato da un talentuoso cast in cui spicca la Mabel di Kwai Lun-mei, da annoverare tra i migliori talenti del cinema taiwanese contemporaneo.
Anche nei passaggi più drammatici, rimane una sorta di affettuoso cenno di speranza e l’intento del film sembra, in effetti, quello di mostrare le scelte difficili che ci si sente costretti a fare in circostanze impossibili.
Forse il regista si sposta con eccessiva impazienza dai drammi personali a quelli dell’intero paese, a volte sfiorandoli entrambi solo in superficie, ma il quadro finale rimane senza dubbio commovente e complesso. Riuscendo a configurare e riconfigurare i tre protagonisti dall’adolescenza all’età adulta, Yang ricorda agli spettatori cosa vuol dire essere giovani, perdutamente innamorati e socialmente impegnati in un momento in cui tutto sembra di vitale importanza ma così poco viene realmente compreso.

 

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