Girl’s Blood

Voto dell'autore: 2/5
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Il soggetto di questo film sembrerebbe quasi scritto da Takao Nakano. Un gruppo di ragazze vive una vita quasi normale, ma la sera, ognuna con la propria mise da cosplay (la protagonista veste come il personaggio principale della franchise di Garo) si battono clandestinamente in coreografici incontri di wrestling dentro una gabbia, per la gioia di un nutrito pubblico allietato dalle altre ragazze in quel momento in “panchina”.

Gli scontri infatti occupano una buona metà del metraggio. Il resto? Il resto è che la quasi totalità delle fanciulle sono omosessuali e quindi due di loro particolarmente audaci si lasciano andare a sequenze saffiche ai limiti e oltre l’esplicito mentre per le altre il tutto si attiene a moderati moti di pruderie. Infine il conflitto interno rappresentato da un triangolo “amoroso” tra una nuova arrivata che si congiunge con la protagonista ma che a sua volta è la ex di un boss malavitoso di un club di arti marziali rivale, elemento di svolta che porterà all’ovvio incontro/scontro finale per la salvezza del club (un po’ come in mille film, Jolly Blue incluso). I minuti restanti sono utilizzati nel raccontare il background delle varie protagoniste regalando i momenti più surreali e folli del film. Oggetto mortifero che rappresenta un Giappone in crisi, di identità principalmente e di lavoro. Il villain infatti è nientemeno che Sakaki Hideo, il cattivo di tanti film di Kitamura (Versus) che dopo un buon esordio alla regia intimo e promettente (Accidental Kidnapper) era stata cacciato nell’universo dei tokusatsu. Dentro anche altri scarti dei toku, tra cui brilla la bellissima Ayame Misaki, già nella serie live action di Cutie Honey, qui ingrassata e meno affascinante del previsto. Infine il regista, il sorprendente Sakamoto Koichi, studi in America, uno che ha reinventato l’azione nel tokusatsu farcendola di contaminazioni di kung fu e wuxia di Hong Kong, dirigendo film esaltanti e folli, autore degli ultimi titoli di Ultraman (Mega Monster Battle: Ultra Galaxy) e Kamen Rider (Kamen Rider × Kamen Rider Wizard & Fourze: Movie War Ultimatum, Kamen Rider × Kamen Rider Fourze & OOO: Movie War Mega Max e Kamen Rider Fourze the Movie: Space, Here We Come!). Lo troviamo inspiegabilmente al timone di questo oggetto dove nemmeno gli scontri marziali sono particolarmente ispirati e comunque privi di quell’inventiva della controparte supereroistica. Misteri della produzione.

 

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