Golden Swallow

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Miti di Hong Kong…
Storia di Fantasmi Cinesi aveva avuto un notevole successo ed ecco che –come succede sempre nell’ex colonia- appena un film diviene un pioniere, subito sbocciano i cloni per sfruttarne con minore investimento di soldi, inventiva e stile il successo facile del caposaldo. Accadeva spesso ad Hong Kong, spesso alle spalle di Tsui Hark che di volta in volta reinventava i generi,  ne codificava gli stilemi (l’action balistico insieme al John Woo di A Better Tomorrow, il fantasy e il wuxia col Ching Siu-tung di Storia di Fantasmi Cinesi e Swordsman, il kung fu con Once Upon a Time in China) e ne osservava l’involontario prolificare fino alla deriva senza averne il controllo. Per sfruttare il successo del film sopra citato e precedere l’uscita di un altro clone (il gradevole Picture of a Nymph della Bo Ho Films Co.) la Alan and Eric Films produsse in relativa fretta questo Golden Swallow (da non confondere con l’omonimo titolo di Chang Cheh).

La prima parte è mimetica al pioniere, imbarazzante nell’esserne una sorta di carta carbone. Un guerriero (Norman Chu) si batte contro un demone per poi  rimandare il loro scontro finale a data da destinarsi. Uno studente (Wong Yiu-ming) salva un uccellino delle fionde di alcuni bambini annoiati e il volatile –in realtà una ninfa- si innamora di lui. Lo studente incontra due rissosi monaci taoisti cacciatori di demoni (Eric Tsang e Richard Ng) e inizia una storia d’amore con la ninfa (Cherie Chung) che è servitrice del demone precedentemente citato che ha a sua volta –come nel film di Ching Siu-tung- un’altra servetta. Segue una mezz’ora bucolica matrimoniale e relativo scontro finale.

Di suo sarebbe un film abbastanza inutile non fosse altro per la splendida cura visiva, un utilizzo accorto del wirework e un’alta competenza nella gestione aerea dei movimenti dei veli leggiadri delle ninfe. Anche lo scontro finale in una caverna contro il demone gigante che combatte utilizzando i propri capelli è suggestivo ma le coreografie ad opera della crew di Sammo Hung dell’altro clone battono vivacemente quelle di Yuen Bun e Phillip Kwok di Golden Swallow. Sicuramente l’opera contiene alcune sezioni e partiture decisamente interessanti, soprattutto per quello che riguarda l’aspetto visivo (un numero elevato di nomi è dietro a tutta la partitura fotografica del film) ma a poco servono i siparietti comici di Eric Tsang e Richard Ng, Cherie Chung, purtroppo, non funziona nello stesso ruolo come la Joey Wong di Storia di Fantasmi Cinesi, stessa cosa per Wong Yiu-ming e vanno ad adombrare dei pacati Norman Chu e Ivy Ling Po.
C’è tanto di Storia di Fantasmi Cinesi come dell’opera letteraria di Pu Songling in generale, tant’è che alcuni elementi li ritroveremo poi ad esempio nelle varie riduzioni di Painted Skin.
Insomma, piacevole, ma solo per completisti; nella gara tra i due cloni diretti (senza contare le decine di altri) il premio va però a Picture of a Nymph.

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