Handle me with Care

Voto dell'autore: 3/5
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Strano che arrivi dalla Thailandia un film come Handle me with Care, opera curiosa, candida, di una leggerezza difficilmente eguagliabile che potrebbe a tratti ricordare il miglior cinema giapponese. La tematica però è quella tipicamente propria del cinema locale, ovvero quella del diverso, del reietto, dell’incompreso.
E stavolta il motivo che rende tale il protagonista è ancor più bizzarro del solito: il giovane Kwan (Kerttikamol Lata) è dotato di tre braccia e questo lo ha trasformato fin da bambino nel piccolo fenomeno da baraccone del suo paesino d’origine. Il film, prima opera dello sceneggiatore Kongdej Chaturunrutsamee (già regista di Sayew e Midnight, My Love) per conto della GmmThaiHub – casa produttrice di alcuni dei maggiori successi del cinema thai degli ultimi anni – è una sorta di road-movie che segue il percorso del ragazzo da un capo all’altro della Thailandia allo scopo di raggiungere Bangkok per sottoporsi ad un’operazione che gli consenta di eliminare l’arto in eccesso e di poter così finalmente vivere una vita normale. A fare da contraltare alle disgrazie del protagonista c’è la bella Na (la oltremodo splendida Supaksorn Chaimongkol – già vista in successi come Dangerous Flowers, Navy Boys e Art of the Devil – in abiti meno sensuali e decisamente più “acqua e sapone” del solito), sua accidentale compagna d’avventura alla ricerca di un presunto marito scomparso, insoddisfatta delle proprie fattezze non perchè brutta o imperfetta ma al contrario perchè troppo attraente.

Handle me with Care si trasforma dunque in una sorta di viaggio alla ricerca della normalità, il cui fine ultimo diventa l’affinamento della propria capacità di accettarsi e del saper accettare: una tematica banale e fin troppo abusata, forse, ma che riesce miracolosamente a non scadere in leziosismi di sorta, complice anche l’improbabilità di certe situazioni e una vena surreale di fondo piuttosto marcata. Una scelta che permette a Chaturunrutsamee di dare sfogo a tutta la sua fantasia e di mettere in scena una storia dai risvolti malinconici ma allo stesso tempo di inserirvi delle inaspettate incursioni nel grottesco.

E alla luce delle esagerazioni e delle stravaganze che giungono dal cinema thailandese negli ultimi tempi, Handle me with Care rappresenta senz’altro una sorpresa e si candida di diritto ad un posto sul podio dei migliori film thailandesi del 2008.

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