Hard Revenge Milly: Bloody Battle

Voto dell'autore 3/5
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Hard Revenge Milly Bloody BattleTsujimoto Tananori torna sul luogo del delitto un anno dopo e dà un continuo al suo medio metraggio Hard Revenge Milly. Nuovamente protagonista la fenomenale Mizuno Miki che si cala ancor più nel personaggio dandogli un tono decadente e maledetto che rischia di far innamorare sempre più gli spettatori di lei. La squadra vincente dell’anno prima si replica con Nishimura agli effetti e Sonomura Kensuke alle sempre ottime coreografie. Il film si arricchisce soprattutto di ambientazioni: qualche esterno di più, qualche ambiente nuovo come l’ospedale, dove lavora il dottore che si prende cura del corpo meccanico di Milly, ed il suo covo.

L’inizio è travolgente con l’arrivo della bella Nagasawa Nao che va presto in cerca della leggendaria cacciatrice di taglie Milly. Anche la ragazza ha sete di vendetta come la Milly del primo episodio e il film ricalca in parte il classico canovaccio dove il mentore è recalcitrante nel far seguire i propri passi dal suo allievo. Sulla strada di Milly e della sua nuova amica si affacciano però una letale coppia di fratelli tra cui riconosciamo nel ruolo del minore Fujita Rei, rockstar nipponica che molti ricorderanno nel ruolo di Zero per la serie tv Garo. Mentre Fujita interpreta il più giovane e esuberante, l’altro fratello è un cumulo di perversione e cattiveria che non esita a far pezzi chiunque si trovi sulla propria strada.

Il film è sempre breve ma dura venti minuti buoni in più del precedente. L’incremento della qualità produttiva dà spazio anche ad un miglioramento della qualità narrativa. La storia è decisamente più sviluppata, sebbene rimanga abbastanza scontata, a patto di non dimenticare, che come recita il titolo stesso, le due storie sono imperniate attorno alla protagonista. Se proprio si dovesse trovare un limite ai due film è proprio quello di assomigliare ad un serie che deve ancora sviluppare bene i propri snodi narrativi ed arrivare all’epica conclusione. La speranza è infatti che Tsujimoto abbia nel cassetto lo script per un terzo episodio come lascia intendere il finale aperto. A lui il massimo della fiducia.

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