Headshot [B]

Voto dell'autore: 2/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,33/5: 3 voti]

Capita di osservare un film e non comprenderne il motore e l’esigenza produttiva che c’è dietro. E questo accade con Headshot dal primo all’ultimo minuto. Possiamo ipotizzare che qualcuno abbia avuto l’idea di cavalcare il successo dei The Raid affidando la regia di un nuovo progetto del genere a due dei più stimolanti registi locali, i Mo Brothers, provenienti dall’esperienza del più che dignitoso Killers.
E al contempo loro si siano impegnati a dare al film quello che mancava all’altro ovvero una struttura narrativa. Ma si arriva a rimpiangere il nulla se questo deve essere il noiosissimo impianto della storia, un qualcosa di abusato e stiracchiato che non è altro che una sorta di Naked Killer al maschile. Ma pieno, saturo, ingolfato di incoerenza, svolte frettolose, strafalcioni e banalità continue per una durata eccessiva. Ma purtroppo non è solo questo il problema. Il problema è tutto il resto.

Preso atto di un paio di brevissime sequenze interessanti il resto è totalmente nullo. Banale ed esigue le sequenze d’azione, con coreografie ripetitive, sia nella resa atletica che nella regia, con la macchina da presa che continua a girare intorno agli attori come nel peggior film di Kitamura, ma oltretutto eccessivamente tiepide a fronte di un film sulla carta dotato di determinate ambizioni e pretese. E il fattore dichiarato di avere ogni personaggio dotato di un proprio stile di combattimento ha una resa praticamente nulla e indistinguibile. Da una parte si cerca il realismo doloroso ma al contempo viene aggiunto random sangue e colpi in arrivo digitali che smorzano l’effetto.

Il protagonista continua ad essere colpito, massacrato, abbattuto da chiunque e di volta in volta salvato da colpi di fortuna, del caso o da deux ex machina continui. E nonostante tutto riesce a sconfiggere tutti i rivali apparentemente più talentuosi di lui. Non c’è mai un climax, non c’è empatia verso nessuno.
Headshot sulla carta poteva essere l’ottimo compromesso tra una buona storia e l’alto livello dell’azione indonesiana contemporanea. Invece è il peggior lavoro del duo, e il minore dei film d’azione indonesiani del periodo nonostante la presenza come protagonista del talentuoso e alteticamente eccellente Iko Uwais, già protagonista appunto di The Raid, The Raid 2, Merantau e Star Wars: The Force Awakens, qui ai suoi minimi storici.
Delusione macroscopica dell’anno.

Salva

Salva

Salva

CONDIVIDI: