Hero of Tomorrow

Voto dell'autore: 2/5
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Hero of TomorrowCome avvicinarsi a questo film se non in modo frammentario e come parlarne se non per punti separati tra loro?

1) Fin dal titolo il film è un prodotto ricalcato sul maxy successo di A Better Tomorrow di John Woo. Titolo simile, storia molto simile, tematiche identiche, attori che si assomigliano o rivestono ruoli speculari, utilizzo di alcuni attori comuni, addirittura alcune sequenze simili, inquadrature uguali, look e talvolta anche la postura, il gesto e i movimemti dei corpi (nonchè la direzione) degli attori simili. Essendo spesso inutile e deleterio guardare un film pensando sempre ai continui rimandi cinematografici, flussi di movimenti mentali in una enorme ragnatele a maglie fittissime che è la storia del cinema, in questo caso però il tutto accade in modo palesemente automatico. Vedi Max Mok e ti viene in mente Chow Yun-fat. Triste ma è così. Non che questo sia necessariamente (o solo) un difetto.

2) Il film viene spesso annoverato tra i maggiori esempi del filone “heroic bloodshed”, ed elogiato per gli esempi fini di coreografie balistiche. E in parte è vero, come altri film del genere (Legacy of Race per esempio) il film viene costruito in vista del breve ma frenetico scontro finale. Come altri film del periodo (e citiamo di nuovo Legacy of Rage) la storia avanza nei binari del realismo, sommando violenza (spesso anche elevata come in questo caso) qualche spruzzata di action ed onore. Arrivato ad un certo punto però il film deraglia; nel finale qualcosa nella visione si incrina e l’universo popolato dai protagonisti sembra torcersi su sè stesso e spezzarsi per aprire una faglia che porta in un mondo parallelo, esteticamente identico, ma in cui la lotta a colpi di arma da fuoco assume tutta un’altra forma. Così la conta dei corpi nonchè quella dei colpi sparati all’improvviso subisce una parabola ascendente, decine di persone corrono, sparano, vengono colpite, cadono, si rialzano, saltano, si crivellano di decine di colpi da pochissimi metri di distanza, immobili, il tutto tra due colonne e un auto. Non si raggiungono le vette di qualità di un My Heart is That Eternal Rose (d’altronde questo non è un film di Tam) ma siamo più dalle parti di…Legacy of Rage, appunto.

3) Proiettili, sangue, pistole, fucili, onore, potere, gloria, amicizia, fratellanza, tradimento, amore.

4) Una cosa decisamente da notare è il piacere che si prova in questo film, come in molti film hongkonghesi, nel vedere la fine del film fisica, prima di quella narrativa. In occidente le teorie della sceneggiatura dettano che tutto si debba chiudere, venga dato un tot di minuti ad un finale, ad una catarsi e ad una chiusa. Quindi il cinema ad ovest abbonda di doppi finali, scene epiche che si concludono (anche a livello di tecnica spesso con un campo lungo) o che lasciano spazio ad un “dopo” esplicativo e pregno di catarsi (per esempio come su Face Off). Su Hero of Tomorrow è il contrario. Quando l’azione finale inizia a compiersi il film va in freeze frame su un primo piano e finisce lasciando intuire l’evidente finale. Senza fronzoli, spiegazioni reiterate e doppi finali. Preferisce lasciare spazio a titoli di coda più lunghi del solito e composti dai visi dei protagonisti.

5) Uscito di prigione, Sammy (Miu Kiu Wai) uccide due suoi nemici e fugge a Taiwan diventando braccio destro di un boss. Qui incontra Willy (Max Mok) sfigato perdigiorno e lo aiuta in una scalata all’interno delle triadi. Willy si innamora di una ragazza. Sammy della sorella di Willy. Willy ha un caro amico. Scontro con un boss. Tradimento. Sammy e Willy vogliono uscire dal giro. Il boss si vuole vendicare. Morte e sacrificio. Vendetta. Onore. Massacro.
Tutte le tematiche classiche appartenenti al filone sono presenti rimesse in scena in modo quasi automatico. Nonostante questo, complice anche un certo talento registico, il film si guarda con piacere, sicuramente un must per gli appassionati del genere.

6) Gli attori sono tutti bravi e convincenti. Max Mok è bravissimo sia nei panni dell’antipatico sfigato che del fratello vendicativo, Miu Kiu Wai, volto scolpito alla spaghetti western, regala una delle performance della sua vita, ottimo William Ho Ka-kui nei panni di un violento e furbo cattivo. Cameo di Blacky Ko e Phillip Kwok altre due grosse facce (e coreografi) del cinema di Hong Kong.

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