Heroes Two

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Oltre ad essere un buon film di arti marziali, Heroes Two (il primo co-prodotto dalla Chang’s Co, la casa di produzione taiwanese di Chang Cheh) segna un punto importante nella filmografia di Chang Cheh, che proprio con questa pellicola inizia il suo ciclo sul tempio Shaolin, noto tra gli appassionati anche come la “Shaolin Kung Fu Series”.
Nell’anno precedente Chang aveva diretto soprattutto film con tematiche e ambientazioni contemporanee come The Delinquent, Generation Gap e Police Force, ma il prossimo biennio sarebbe stato sotto il segno dello Shaolin.
Quale punto migliore per iniziare la sua rielaborazione filmica, se non partendo da uno dei fatti storici più importanti e conosciuti, quale la distruzione del tempio Shaolin (nel 1736) per mano dei Manchu (durante la dinastia Ching: 1644-1911), raccontato anche nel film seguente di Chang, Men from the Monastery (1974 – nel quale Chen Kuan-tai e Alexander Fu Sheng riprendono gli stessi ruoli), e poi in classici come Executioners from Shaolin (1976, Liu Chia-liang), Shaolin Temple (Chang Cheh, 1976) e Clan of the White Lotus (Lo Lieh, 1980), sottolineando come ognuna di queste pellicole tratti liberamente il materiale di partenza.

Heroes Two inizia con la suddetta distruzione del tempio, dalla quale solo in pochi riescono salvarsi. Tra questi, il leggendario Hong Xiguan(che non è un monaco), è il più temuto dai Manchu, che gli danno immediatamente la caccia. Con l’inganno riescono a convincere il giovane Fang Shiyu, conosciuto per le sue straordinarie doti marziali, ad unirsi a loro. Fang riesce a far catturare Hong, ma dopo aver scoperto la verità e realizzato il suo errore, tenterà di liberarlo ad ogni costo, dalla prigionia alla morte sicura.

I due protagonisti,Hong Xiguan(Chen Kuan-tai) e Fang Shiyu (Alexander Fu Sheng) sono due degli eroi più leggendari della storia cinese, le cui gesta sono state narrate in molte altre pellicole. Alexander Fu Sheng, che qui fa il suo debutto come protagonista in un film di arti marziali, riprenderà il personaggio anche in Shaolin Avengers (1976) e Shaolin Temple (1976), entrambi diretti da Chang (i due gireranno insieme più di venti film). Già in Heroes Two, Fu Sheng mostra tutto il carisma e le caratteristiche che lo avrebbero reso, nel giro di qualche anno, una delle più grandi superstar del cinema dell’epoca, anche se le sue capacità marziali sono ancora visibilmente ridotte. Gli fa da contrappeso un Chen Kuan-tai decisamente cupo e violento, che qui offre una caratterizzazione di Hong Xiguan abbastanza distante da quella memorabile di qualche anno dopo nel già citato film di Liu Chia-liang (la differenza sta naturalmente nell’impostazione concettuale opposta di due registi come Liu e Chang). Le coreografie di Liu, in coppia con l’inseparabile Tong Gai, sono buone, in particolare quando ad eseguirle è Chen Kuan-tai, ma non ancora così fluide ed energiche come diventeranno di lì a poco. In ogni caso la crescente influenza di Liu nei film di Chang di questo periodo è evidente, come nell’intero finale di Heroes Two (in cui appare anche il fratello, Liu Chia-yung).

Passiamo un momento all’aspetto della violenza. Si sa, in Chang non si fanno prigionieri e non si risparmia di certo sul sangue. Questa volta però le scene truculenti sono mostrate attraverso un filtro rosso, che se da un lato rappresenta un interessante espediente visuale, dall’altro lascia qualche perplessità [curiosità a margine: a quanto pare, nell’edizione televisiva americana, intitolata Heroes II, queste scene sono in b/n!!!). Nell’intervista del DVD Celestial, il direttore della fotografia Arthur Wong fa intuire una specie di auto-censura, il che è ancora più strano, in quanto alcuni film precedenti di Chang Cheh non si pongono affatto il problema. In conclusione, Heroes Two, pur non essendo ai livelli (epici) di pellicole come Shaolin Martial Arts (1974), Five Shaolin Masters (1974) o Disciples of Shaolin (1975), ha tutto quello che ci si aspetta da un film di Chang Cheh: un ampio cast con i fiocchi, personaggi eroici fino all’auto-sacrificio, cattivi tagliati con l’accetta, sangue, tanta azione e combattimenti sopra la media, fino all’immancabile zoom sempre in azione.
Quanto ci manca la Shaw Brothers degli anni Settanta …

Nota a margine: All’epoca dell’uscita, Heroes Two veniva anticipato da un corto/prologo (che – a quanto pare – veniva proiettato anche separatamente) di 9 minuti, intitolato “Three Styles of Hung School’s Kung Fu”. Diretto da Liu Chia-liang, i tre stili di combattimento vengono messi in mostra dagli attori Chen Kuan-tai, Alexander Fu Sheng e Chi Kuan-chun.
Il corto non è incluso in nessuna edizione DVD, ma alcune scene sono contenute nel trailer.

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