Himeanole

Voto dell'autore: 4/5
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La riduzione di manga in film live action comincia ad essere per il Giappone una piaga sociale non indifferente. E’ anche vero, però, che in mezzo al marasma di titoli inutili in cui anche Miike è andato a cadere (con Terra Formars), nel 2016 ci sono stati alcuni casi particolarmente rilevanti che hanno per un attimo fatto balenare una ripresa creativa del cinema locale. Uno è stato il folgorante I Am a Hero, l’altro questo Himeanole.
Immaginate Porky’s che a metà muta in American Psycho. E’ ingiusto rivelarlo ma questo è Himeanole. Un film che inizia come il classico titolo locale fatto di falliti, vergini e incapaci e in cui a metà film esplodono i titoli di testa e il tutto muta in una carneficina gore.
Va detto che il film non è particolarmente rigoroso, interessante, né innovativo, se non nella forma, ma questa cesura inaspettata è però sensibilmente sorprendente.
Un ragazzo lavora in una azienda edile e il suo amico è innamorato di una barista importunata da un avventore a sua volta ex compagno di classe. Fraintendimenti sentimentali, la scoperta dell’amore e del sesso e infine una vendetta sanguinaria che vede le proprie radici in traumi adolescenziali e in atti di bullismo scolastici.
E la adorabile fotografia pastello muta in un baleno in una monocroma da noir nero come la pece.
Film popolare e disimpegnato, con una regia classica e uno spessore minimo colpisce per l’impopolarità delle sequenze splatter che sono decisamente sopra la media del genere producendo un film alieno e di difficile collocazione. E questo è di certo un bene.

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